La giornata di oggi è una testimonianza della varietà di accenti e sfumature che contraddistingue il FEFF. Troviamo in primo luogo il dramma sociale, con il filippino Midnight Girls (ore 10.30, anteprima mondiale), sulle donne che sono emigrate dalle Filippine in Giappone e lo stigma che le denigra, e con il dramma LGBTQ+ giapponese Tiger (ore 14.00, anteprima europea), sulla vita di un massaggiatore nel mondo dei massaggi gay che spera di inserirsi nel circuito del cinema porno nella metropoli, ma al contempo deve occuparsi della sorella, la nipotina e il padre ammalato nella città d'origine in campagna.
Ancora il dramma sociale e lo smarrimento individuale nel restauro dell’importante film taiwanese Connection by Fate, di Wan Jen, del 1998 (ore 14.00 al Visionario, anteprima mondiale). E ancora, ma indirizzato in una direzione “weepie” che non permetterà allo spettatore di trattenere le lacrime, nel coreano Sunshine Women’s Choir (ore 16.20, anteprima internazionale), ambientato in una prigione femminile.
E con 90 Meters (Giappone, ore 19.15, anteprima internazionale) il cinema affronta il tema del sostegno domestico, con il protagonista Tasuku che deve prendersi cura della madre malata di SLA, con tutto quello che ciò pesa sulla sua adolescenza, nella speranza di un futuro sostegno pubblico, in un dramma parzialmente autobiografico scritto e diretto da Nakagawa Shun. Infine, Cageman di Jacob Cheung, del 1992 (ore 18.00 al Visionario, anteprima internazionale), ci porta nell’inferno delle case-gabbia, miseri cubicoli, della vecchia Hong Kong.
Ma non c’è solo il dramma sociale in programma! The Shadow’s Edge (ore 21.30, anteprima italiana) porta sullo schermo in piena forma due icone del cinema poliziesco e di arti marziali, Jackie Chan e Tony Leung Ka-fai, che disegnano personaggi vivi e autentici in un thriller dal ritmo serrato. Remake dell’ hongkonghese Eye in the Sky, questa produzione cinese/hongkonghese riprende l’argomento degli occhi elettronici di sorveglianza. La tecnologia sarà bella; ma se i gangster si fanno beffe della polizia grazie a un abilissimo hacker bisogna ricorrere a uno sbirro vecchio stile.
Non bisogna poi dimenticare – nel recente restauro – uno dei kaiju (mostri giganteschi) più amati dal pubblico. A metà anni Sessanta la Daiei, concorrente della Toho (la casa di Godzilla), decise di scendere sul lucroso terreno della rivale. Dopo essersi bloccata con una possibile storia di ratti giganti, che non si poté girare, la Daiei si inventò una tartaruga gigantesca che volava e sputava fuoco. Era nato Gamera, the Giant Monster (ore 16.20 al Visionario, anteprima internazionale) – ed era nato per restare!
Il 29 e il 30 aprile, il Far East Film Festival 28 accoglie per la prima volta la Korea Creative Content Agency: due giorni di serie TV e documentari coreani al Cinema Visionario di Udine.
articolo pubblicato il: 29/04/2026