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ritorno alle radici

presentata la LXIX edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto

di G. V. R. M.

Nel salone Pietro da Cortona, a Roma, che, nonostante le notevoli dimensioni non riusciva a contenere tutti, è stata presentata la LXIX edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, un’edizione che fin dal manifesto vuol rifarsi alle radici del festival, a quegli anni in cui, in una cittadina di provincia lontana dal mare, per tre settimane sembrava di stare a Rimini, per quanta era la gente che si accalcava nei vicoli. Molti erano i visitatori delle “boutiques”, laboratori e botteghe che un tempo avevano ospitato fabbri, falegnami, calzolai e carbonai, che venivano riaperti per ospitare mostre d’arte, soprattutto, ma anche negozi di libri antichi, stoffe pregiate e qualsiasi altra merce che avrebbe potuto interessare qualcuno. Molte boutiques dopo la chiusura e per tutta la notte ospitavano artisti, melomani e tipi di tutti i generi in cerca di emozioni, con pantagrueliche spaghettate e damigiane di vino, ma anche con intere porchette e bottiglie su bottiglie di birra e di bourbon.

La sfida del nuovo direttore artistico Daniele Cipriani è riportare il programma del festival alla ricchezza ed alla varietà dei programmi delle prime edizioni, anche se le boutiques non torneranno, perché simbolo di una stagione lontana e forse irripetibile. Per tanti anni la lirica, perché indubbiamente costosa, è stata trascurata; il gruppo di collaboratori che ha studiato il programma ha deciso ripartire dalle radici, da “Vanessa”, un libretto scritto dal Maestro Menotti per essere musicato da Samuel Barber, per tanti anni compagno di studi e di vita del fondatore del festival e della fortuna dell’industria turistica spoletina.

Cipriani non è solo in questa sfida del ritorno alle radici; tanti e validissimi i suoi collaboratori, a cominciare da Leo Muscato, per la lirica e la prosa, e la giovanissima pianista Beatrice Rana per la musica classica.

Non resta che attendere il 26 giugno, quando Spoleto si trasformerà in un posto magico, dove tutti coloro che percorreranno viuzze e piazzette si sentiranno, come per incanto, artisti anche loro.

articolo pubblicato il: 29/04/2026 ultima modifica: 05/05/2026

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