Domenica 5 luglio, alle ore 19, al Giardino dell’Orco, sito in via Lago Averno n. 6 a Pozzuoli inizia ufficialmente la rassegna Teatro (alla deriva) al Giardino giunta alla sua XV edizione.
L’iniziativa, ideata da Ernesto Colutta e Giovanni Meola, che ne firma la direzione artistica per il quattordicesimo anno, prevede quattro spettacoli in uno scenario suggestivo, senza uso di luci artificiali, distante dal caos della città, immerso nella natura e con alle spalle la magnifica quinta naturale del lago d’Averno.
L’appuntamento con il teatro nella natura del territorio flegreo prevede gli spettacoli di quattro compagnie affermate rivisitando tra parole e musica autori famosi.
Per il primo appuntamento, il Teatro Rostocco presenta “Break Catena”, scritto e diretto da Ferdinando Smaldone e con Noemi Pirone e Chiara Vitiello. Tremila anni di cultura occidentale dimostrano che il sacrificio dei figli, in particolare delle figlie, è il meccanismo attraverso cui la Narrativa si riproduce culturalmente. Da qui l’idea di partire da due icone della narrazione e della fiaba, Cenerentola e Biancaneve, per provare a capire cosa accade dopo l’inevitabile ‘E vissero tutti felici e contenti’. Grazie a due interpreti creative e profondamente sensibili, in grado di alternare poesia e sospensione.
«Quest’anno arriviamo ad un traguardo davvero importante: i primi quindici anni di questa scommessa.
E torniamo per il secondo anno in una location che lo scorso anno si è rivelata vincente sotto tutti i punti di vista.
‘Teatro alla Deriva (al Giardino)’ ha cambiato pelle, passando dalla zattera all’interno delle Terme-Stufe di Nerone alla realtà verdeggiante del Giardino dell’Orco, trasformandosi ma confermando una vicinanza col pubblico formatosi nel corso degli anni che ha del sorprendente.
Rivedere tante persone che hanno accettato l’azzardo del cambio di location ha colpito me e tutto lo staff. Anche perché proporre gli spettacoli non più in serale ma alle 19.00, in quella fascia della giornata che ci accompagna al tramonto, con una scenografia naturale tutt’intorno che smuoverebbe i sassi, è stato travolgente per tutti noi, pubblico, organizzazione e, ovviamente, artisti.
Il mio e nostro auspicio è ritrovare tutte queste persone e poterne accogliere tante di nuove, convinti come siamo che fare teatro in questo contesto possa commuovere, far divertire, smuovere le coscienze in modo ancor più coinvolgente, grazie alla bellezza della natura nella quale abbiamo deciso di portare un’arte immortale come l’arte teatrale.
articolo pubblicato il: 28/06/2026