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teatro
“The horse of Jenin”

a Teatri di Vita di Bologna


Un grande cavallo di metallo, orgoglio della città palestinese di Jenin, viene rubato dall’esercito israeliano: una storia assurda ma vera, emblematica dell’occupazione della Cisgiordania, che diventa oggetto di un irresistibile spettacolo comico, “The horse of Jenin”, vincitore di diversi premi teatrali. A portarlo in scena, in un travolgente one-man-show che spazia dalla stand-up-comedy alla commedia dell'arte, è l’attore palestinese Alaa Shehada, formato al leggendario Freedom Theatre del campo profughi di Jenin. L’appuntamento è a Teatri di Vita (piazzetta Sergio Secci 1, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it) da martedì 14 a giovedì 16 luglio.

Allo spettacolo, prodotto da Troupe Courage, seguirà nello spazio-piscina all’aperto la seconda tappa del concorso per stand-up comedian La Cicala d’Oro, giunta alla sua quinta edizione. A contendersi il posto in semifinale dal 14 al 16 luglio saranno Stefano Dilauro, Nicola Iannarelli, Gabriel Jesus Polcaro (14 luglio), Alessio Cabbia, Walter Grossi, Pietro Maccabei (15 luglio) e Nicola De Giorgio, Davide Di Meglio, Ilaria Marchisio (16 luglio).

“Cuor leggero - Anteprima” fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna-Modena; ed è realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Cultura.

E alla fine l’esercito israeliano rubò un cavallo, un enorme statua fatta con i detriti dell’occupazione militare e collocata nel centro di Jenin: uno sfregio ridicolo ed emblematico di cosa rappresenta il quotidiano annientamento del popolo palestinese. A raccontare la storia vera di questa incredibile vicenda, in modo coinvolgente e amaramente divertente, è l’attore e comico palestinese Alaa Shehada, che in “The horse of Jenin” – che ha vinto lo Scotsman Fringe First Award e l’Outwith Award per i talenti internazionali – combina narrazione, maschere e stand-up comedy. Lo spettacolo è costruito con frammenti dei ricordi personali dell’artista e rappresenta un’ode al potere dell’immaginazione e alla resilienza che essa infonde. Esplora la vita quotidiana di un bambino che cresce a Jenin, nella Palestina occupata, che, come ogni bambino al mondo, desidera solo giocare e divertirsi. In seguito alla grande invasione del 2002, un artista tedesco si recò in città per creare un’opera d’arte con i bambini di Jenin. Costruirono un cavallo, alto cinque metri, con metallo e detriti provenienti dall’invasione. Il cavallo è un simbolo arabo di libertà, quindi gli abitanti di Jenin collocarono questa statua nel centro della città, dove rimase fiera per 20 anni a rappresentare la loro speranza e resistenza. Nell’ottobre del 2023, un bulldozer dell’esercito israeliano entrò nel campo e il cavallo fu sradicato e portato via. Ora Alaa si chiede… che fine ha fatto il cavallo?

Alaa Shehada è un artista teatrale palestinese il cui lavoro fonde commedia fisica, stand-up comedy e performance con maschere. Diplomato alla Freedom Theatre nel campo profughi di Jenin, con il quale venne a Teatri di Vita già nel 2013 con lo spettacolo “Suicide note from Palestine” nell’ambito del festival “Cuore di Palestina”, Shehada usa l’umorismo e la narrazione per dare voce alle esperienze palestinesi sui palcoscenici di tutto il mondo. Nel 2025, ha condiviso il palco con il comico Bassem Youssef e ha tenuto un TEDx London talk insieme al comico Nish Kumar. Shehada è il co-fondatore del Palestine Comedy Club, una piattaforma pionieristica per i comici palestinesi per condividere le loro storie e la loro cultura.

articolo pubblicato il: 07/07/2026

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