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cronache
integrazione tra generazioni

la meritevole azione di Aton


Scopo, autonomia, apprendimento continuo, flessibilità e possibilità di avere voce: sono le aspettative che stanno ridefinendo il rapporto tra giovani e lavoro. Aton, Società Benefit e B Corp trevigiana che opera nella digitalizzazione delle vendite per le imprese, ha costruito un modello organizzativo che risponde in modo naturale a queste esigenze.

A premiare le strategie aziendali, ecco il terzo posto nella classifica “Best Workplaces™ for Gen Z 2026”, stilata da Great Place To Work® Italia , tra le aziende che hanno tra i 150 e i 499 lavoratori. A livello assoluto, contando tutte le aziende senza distinzione di numero di dipendenti, Aton si classifica al 14mo posto.

Oggi la Gen Z rappresenta il 27% degli atonpeople e lavora ogni giorno al fianco di Gen X, Millennials e Boomers. Proprio l’integrazione tra generazioni è uno degli elementi distintivi del modello Aton: il divario di esperienza diventa un’occasione di apprendimento reciproco. Ne nasce una forma di reverse mentoring spontaneo, fatta di ascolto, scambio di idee e contributi valorizzati a prescindere dall’età o dall’anzianità aziendale. Emblematico è quanto sta succedendo in campo AI: le persone più giovani portano competenze aggiornate, maturate nei nuovi percorsi di laurea specializzati, mentre i senior mettono a disposizione la propria esperienza, aiutandole a sviluppare metodo, consapevolezza e pensiero critico.

La stessa apertura rivolta al tema generazionale si riflette anche in una comunità che riunisce 19 nazionalità e nella presenza femminile, pari al 50,2% degli atonpeople, sostenuta anche dalla certificazione per la parità di genere e dall’impegno verso le carriere STEM.

“Oggi l'azienda è un mix di generazioni, competenze e culture differenti”, commenta il CEO di Aton, Giorgio De Nardi. “La Gen Z trova così un terreno fertile per crescere, sentendosi valorizzata e inserita in un contesto realmente globale. Questo riconoscimento premia il nostro impegno quotidiano nel costruire un'organizzazione che mette in primo piano la persona. La convivenza di età, generi e culture diverse sotto lo stesso tetto digitale favorisce uno scambio continuo di idee, trasformando l'ufficio in un incubatore creativo. I giovani ci chiedono scopo, autonomia e flessibilità: la nostra sfida come B Corp è rispondere a queste aspettative, dimostrando che la fiducia e una leadership condivisa sono i veri motori dell'innovazione e del benessere aziendale”.

Un ruolo importante è svolto da .atonAcademy, il percorso gratuito e pratico con cui Aton avvicina le nuove generazioni alle professioni digitali, valorizzando attitudine, curiosità e potenziale oltre al curriculum. L’ingresso in azienda è accompagnato da percorsi di crescita che integrano formazione tecnica e soft skill, mentoring, coaching e partecipazione a progetti trasversali. L’obiettivo è offrire a collaboratori e collaboratrici strumenti concreti per imparare, sperimentare e assumere responsabilità progressivamente.

Flessibilità e smart working sono disponibili fin dall’ingresso, ma il punto non è semplicemente dove si lavora. In Aton rappresentano un patto di fiducia e responsabilità: l’organizzazione non adotta approcci centrati sul controllo degli orari o della presenza in ufficio, ma definisce obiettivi chiari, priorità condivise e momenti di confronto sui risultati. Gli OKR (metodologia Objective Key Result in cui ogni team definisce e misura i propri risultati in piena autonomia) rendono visibile il contributo di ciascun atonpeople e aiutano i team a concentrarsi sull’impatto generato, lasciando alle persone autonomia nel modo in cui organizzano il lavoro.

Alla stessa logica rispondono iniziative come “ideON”, il contest che consente di proporre idee e trasformarle in progetti. Questa possibilità di incidere si inserisce in un modello di leadership diffusa nel quale l’assunzione di responsabilità è di tutti e tutte.

La significativa presenza di donne nei ruoli di Team Leader, pari al 39%, e, più in generale, di persone giovani in ruoli di responsabilità rende concreto il messaggio che la crescita professionale non ha barriere. Per le nuove generazioni significa potersi riconoscere nei propri riferimenti organizzativi e vivere l’assunzione di responsabilità come una prospettiva reale, non lontana.

Il riconoscimento della Gen Z si affianca al sesto posto nella classifica “Best Workplaces™ for Trusted Leadership” nella categoria delle medie imprese. Questo specifico ranking premia le realtà italiane con almeno cento collaboratori in cui la direzione aziendale si distingue per affidabilità ed efficacia della leadership.

L'indagine complessiva condotta da Great Place To Work®, che ha coinvolto oltre 81.000 collaboratori in Italia, mostra un divario tra le aziende eccellenti come Aton e la media nazionale. Nelle realtà premiate, l'indice di leadership tocca l'85%, mentre la norma italiana si ferma ad appena il 42%. I gap più vistosi si registrano nella capacità del management di dare il buon esempio in termini di coerenza e affidabilità, ma anche nella trasparenza organizzativa e nell'ascolto attivo volto a coinvolgere collaboratori e collaboratrici nei processi decisionali.

“La fiducia non è assenza di guida, ma chiarezza su obiettivi e responsabilità”, conclude Giorgio De Nardi, CEO di Aton. “La crescita professionale va di pari passo con quella personale, e alimenta una cultura d’impresa fondata su valori condivisi, nella quale persone di età, genere e nazionalità diverse possono confrontarsi, contribuire ed evolvere insieme”.

articolo pubblicato il: 17/07/2026

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