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editoriale
la parte del baritono
di Gabriele V. R. Martinelli

E' iniziato tutto con una cena che doveva restare riservata (o forse no). Dalla cena nella residenza di campagna del ministro degli Esteri britannico si e' subito giunti ad un vertice a tre tra Francia, Inghilterra e Germania e alla dichiarazione che i "tre grandi" europei si vedranno spesso, addirittura ogni sei settimane.

Che gli interessati si siano affrettati a smentire di aver costituito un direttorio, ma che, secondo loro, sia impossibile discutere in venticinque non cambia la natura delle cose. E' manifesto, se non ufficiale, che le decisioni che contano a livello europeo saranno prese in un club ristrettissimo.

Cosi' l'Italia, Paese fondatore dell'Unione, si trova a livello di piccoli Stati, di nuovi entrati, di democrazie di fresco conio. L'idea di lasciare l'Italia fuori della porta non e' nuova, risale all'asse Parigi-Bonn degli anni Sessanta, per concretizzarsi nel primo vertice dei Paesi piu' industrializzati, alla fine degli anni Settanta, con il presidente francese Giscard-d'Estaing che non ritenne di invitare nel suo lontano possedimento americano di Guadalupa il rappresentante del governo italiano, accanto al presidente statunitense Carter e agli invitati inglesi e tedeschi.

Storie vecchie, come si puo' vedere, e chi afferma che la colpa di questa situazione vada ricercata nel nostro governo e' semplicemente in malafede o in preda ad un riflesso condizionato, del tipo: "Piove, governo ladro!". Tra l'altro negli stessi giorni in cui diversi osservatori mettevano in risalto il fatto che il nostro e' un ministero conservatore, a fronte dei governi progressisti dei tre Paesi che aspirano a guidare l'Europa, i membri dell'Internazionale socialista si incontravano, sempre a tre, lasciando a casa i compagni italiani.

Si puo' sottilizzare sulle profonde differenze di impostazione politico-culturale tra i tre Paesi, tra una Francia che ancora crede di essere una grande potenza mondiale, un'Inghilterra sempre pronta a guardare al di la'dell'Atlantico e una Germania che, grazie alla riunificazione, e' il piu' popolato Paese europeo. Differenze d'impostazione che si riflettono anche nella politica, con la Francia principale oppositore dell'intervento americano in Irak ed l'Inghilterra che, oltre a mandare i propri soldati in Irak, appoggia ll progetto di Costituzione europea, ma con il distinguo non da poco che non vuole che una maggioranza qualificata voti su materie come le imposte, la difesa o la politica estera, che devono seguitare ad essere di competenza dei singoli Stati.

Probabilmente il "segreto" della saldezza delle relazioni franco-tedesche risiede nel fatto che, per quanto differenti siano le posizioni di partenza su un determinato problema, si cerca sempre un compromesso. Il tentativo, adesso, e' di creare una cultura del compromesso in formato trilaterale. Prima o poi l'Inghilterra dovra' entrare nell'area dell'euro e quanto prima dovra' decidere se le amicizie al di qua della Manica debbano essere privilegiate nei confronti di quella, storica, con l'oltre Atlantico; vorra' farlo con tutte le garanzie di avere un posto privilegiato nel consesso europeo. Cosi' come la Francia vuole rappresentare una massa di centinaia di milioni di persone, costruendo, a spese degli altri, un'edizione rinnovata della classica grandeur, oggi sempre piu' simile al decoro di una nobile famiglia irrimediabilmente decaduta ed irrisa senza tanti complimenti da Bush quando Parigi ha provato a mostrare i muscoli in sede di Consiglio di sicurezza dell'ONU.

In tutti, o quasi, i libretti del nostro dramma lirico il baritono e' obbligato a rappresentare un birbante per mettere in evidenza le virtu' del tenore, l'eroe del dramma, o, nell'opera comica, l'imbecille beffato e spesso cornuto. I governanti francesi, storicamente, hanno la tendenza ad assegnare la parte del baritono a destra e a manca, con particolare predilezione per i "cugini poveri" di qua del Monginevro. L'Italia puo' scegliere se stare con il cappello in mano davanti alla porta dei "grandi", sperando di essere ammesso a mensa o allinearsi a Spagna e Polonia in un discorso di contrasto del direttorio e di rispetto delle prerogative. Il nostro Paese, sia pur endemicamente diviso ed intrinsecamente litigioso, rappresenta comunque una grossa parte dei cittadini europei ed e' tra le prime potenze industriali del mondo. Non merita certo di interpretare la parte del baritono.

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