Giovedì 4 marzo il Teatro Rossini di Civitanova ospita - nell'ambito del Convito 2009.2010, la stagione dei Teatri di Civitanova promossa dal Comune di Civitanova Marche / Assessorato alla Cultura, dall'Azienda Speciale Teatri di Civitanova e dall'AMAT con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - un grande maestro della scena, Giorgio Albertazzi.
L'amato attore offre al pubblico dei Teatri di Civitanova un'affascinante lettura scenica dal titolo Dante legge Albertazzi in cui "canta" la Divina Commedia, raccontandoci di Dante, un Dante nuovo, familiare, uomo. Ci racconta di Francesca da Rimini, secondo Albertazzi, il vero amore del Poeta fiorentino, del suo rapporto complicato con Beatrice, della passione per l'ardore alla conoscenza di Ulisse, senza mancare di citare aneddoti divertenti su Dante di Flaiano e altri. E attraverso Dante Albertazzi ci racconta di sé, dei suoi amori, dei suoi incontri, di quella professoressa del liceo, che forse è stata la sirena che lo ha ammaliato d'amore per la poesia. E poi i versi di Eliot e ancora tutto quanto è necessario per conoscere fino in fondo il suo rapporto con Dante e, magari, un po' di Dante stesso. Lo spettacolo ha raccolto ovunque consensi profondi e entusiasti, per la sua vivacità e intensità. Da ricordare tra le ultime Lecturae Dantis la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Torino 2006, l'incontro alla Società Dante Alighieri di Ginevra e la lettura-evento dalla Torre degli Asinelli di Bologna, di fronte ad un pubblico di oltre ventimila persone.
"Dante legge Albertazzi, certo, ormai lo sanno tutti che sono contemporaneo di Dante! - scrive l'attore nelle note allo spettacolo - ho intitolato così questo show-conferenza per indicare che lo spettacolo è un tentativo di scoprire Dante nella cultura, nelle opinioni, nella cronaca della sua vita e nella storia del suo tempi. Un modo per dargli del "tu" al divino Alighieri, ma anche per scovare i suo vizi e i suoi tic, insomma toglierlo dalla didascalia didattica. Ognuno lo legge per sé: i clericali, i marxisti, i gramsciani, i fascisti. E la lingua ? Che lingua è quella di Dante? Si dice che Dante inventa una lingua e che Joyce ne disfa un'altra. L'aspetto più moderno di Dante è il suo viaggio nel linguaggio (è lui che lo inventa, che lo deduce dalle lingue nordeuropee - l'Accademia della Crusca col suo vocabolario viene tre secoli dopo circa). Quella di Dante è una lingua-filtro, eterogenea tessuta di cento innesti e integrazioni, dall'arabo al tedesco 'Non è il fiorentino più di quanto non sia il napoletano", dice Beckett. T.S. Eliot dice che Dante è il più universale fra i poeti di lingua moderna. C'è più "varietà" in Shakespeare - sostiene sempre Eliot - ma c'è più "universalità" in Dante. Il volgare di Dante è Europa. Borges lo legge da cieco, nel senso che se lo ripete a memoria, e gli sembra di cogliere l'eterno. E questo significa, forse, che l'eterno esiste. "Questa elegante speranza rallegra la mia solitudine", dice il vecchio Borges ottantaduenne. Per concludere, due o tre cose che so di lui: Dante non è noioso; Dante è erotico e talvolta morboso; Dante sostiene il primato dell'Etica sulla Politica; Dante ha delle visioni; La Vita Nuova è un racconto d' amore; Ho amato Dante a scuola perché ero innamorato della mia prof di latino; Mi sono servito di lui, ho fatto finta di capirlo, mentre non c'è tanto da capire quanto da sentire; Dante è il nostro DNA."
Accanto a Giorgio Albertazzi sul palcoscenico ci sono Ilaria Genatiempo, Federica Michisanti al contrabbasso, Cristiana Polegri al sax, flauto, voce e Armando Sciommeri alle percussioni. Le musiche dello spettacolo - prodotto Roma Spettacoli, Fondazione La Versiliana ed Ercole Calmieri - sono di Marco Di Gennaro, i costumi di Graziella Pera e le luci di Marco Calmieri. Informazioni: Teatro Rossini 0733 812936, Amat 071 2072439. Inizio spettacolo ore 21.15.
articolo pubblicato il: 01/03/2010