Il peggio è accaduto ed il Popolo della Libertà rischia questa volta di
finire nella trappola che i "congiurati" avevano preparato, senza sapere
che vi sarebbero precipitati anche loro. In un vicolo buio senza vie di
uscita accettabili.
Quel che è successo all'affollata riunione della
Direzione del PDL non era prevedibile da nessuno, con un attacco durissimo a Berlusconi da parte di Fini, ex segretario del MSI, di AN poi e
portato infine dal PDL a ricoprire la terza carica dello Stato, come presidente della Camera. Certo la signorilità non è stata visibile nei
suoi atteggiamenti plateali nei confronti di Berlusconi, presidente della stessa assemblea. Si è visto in TV e poi nelle foto che hanno fatto
il giro del mondo, un presidente di tutti i deputati italiani, anche di quelli dell'opposizione, alzarsi con un dito accusatore contro il
presidente del Consiglio in carica ed inveire contro di lui, fino a prova contraria anche presidente dello stesso partito nel quale- ha
detto- vuole rimanere. Cose mai accadute in un partito di maggioranza - appena uscito da una nuova vittoria elettorale - ma forse in nessun
altro organismo di qualsiasi partitino che offra da parte di tutti un minimo di dignità di appartenenza.
Ve lo immaginate Andreotti o il mite Mariano Rumor affrontare De Gasperi o Fanfani con i modi visti in TV purtroppo da milioni di
italiani, sostenitori del PDL o avversari politici. Fini si è lasciato trascinare un po' dal suo carattere - e va bene - però dovrà stare
molto attento nella scelta dei suoi presunti sostenitori che non sono i "congiurati" di cui si parlava sopra, ma che certo non sono gli
agnellini che vorrebbero apparire.
Il presidente della camera dei deputati avendo in mano appena il sei per cento del partito,non può,
almeno per ora, andare lontano ed è per tal motivo che ha dichiarato - a mente fredda - di non avere alcuna intenzione di farne nascere uno
nuovo. Sembra un buon punto di ripartenza.
articolo pubblicato il: 26/04/2010