Poche organizzazioni nel mondo lavorano tanto accuratamente come WikiLeaks.
Alcuni giorni prima di
rendere noti oltresettantamila documenti riservati dell'esercito degli Stati Uniti sulla
guerra dell'Afganistan, uno dei suoi direttori, il tedesco Daniel Schmitt, era seduto davanti
ad un gruppo di giornalisti di Amburgo, rispondendo alle domande con sorprendente
tranquillità. Ad una domanda sul prossimo scoop di cui si vociferava, rispose con il tono di
chi parla del tempo che la notizia era vera.
Nello stesso momento, in un luogo lontano, un gruppo di collaboratori lavorava al materiale
che sarebbe apparso su tre tra i più importanti giornali del mondo, The NewYork Times, The
Guardian e Der Spiegel. Dopo l'analisi dei documenti, ognuna delle tre redazioni si è occupata
di un tema specifico; i giornalisti di New York si sono dedicati alle relazionedie talebani
con il Pakistan, i londinesi alle vittime civili della guerra ed i tedeschi alle operazioni
dei reparti speciali.
Dalla fine di luglio i frutti di questa collaborazione sono accessibili a chiunque si voglia
collegare al sito documenti che dovevano restare in mano a pochi eletti, nelle stanze del
potere; su Wikileaks ci si può rendere conto di come il finale dell'avventura afgana non sia
affatto scontato.
Nesssuno conosce il vero nome di Daniel Schmitt, né dove viva,come d'altronde del suo collega
Assange. Quando viaggia dorme in casa di amici. Aver portato alla luce il lato oscuro del
conflitto gli ha creato tanti nemici e come il suo collega Assange teme rappresaglie.
Assange, trentanovenne australiano, è ricercato dalla National Security Agency. Da quando
esiste, nel 2006, WikiLeaks ha dovuto sostenere dure battaglie legali per difendere quello
che è il suo scopo, la"lotta per la trasparenza radicale", come recita il suo motto.
Il primo colpaccio della piattaforma fu nel 2007, con un caso di corruzione nell'entourage
dell'ex Presidente del Kenia, poi è stata la volta del Governo australiano, per una lista
segreta di pedofili, poi ancora liste di ultranazionalisti tedeschi e inglesi.Fu così che
chiunque abbia la volontà di rendere pubblici documenti segreti sa dove rivolgersi. Oggi
WikiLeaks possiede più di un milione di documenti riferibili a sessanta Paesi.
I successi hanno portato l'appoggio di personalità come Daniel Ellsberg, il reporter che
negli anni Settanta pubblicò documenti riservati del Pentagono sul Vietnam, e come il grande
giornalista Seymur Hersh. La ricerca è costata anche critiche: la Fondazione Knigt ha
rifiutato il proprio appoggio finanziario con la motivazione che il sito violerebbe il codice
etico del giornalismo.
Già nel 2007 WikiLeaks aveva irritato la Casa Bianca pubblicando un protocollo del carcere di
Guantanamo, ma ancor di più nell'aprile scorso, con un video che documentava il tiro a segno
da un elicottero su una strada di Bagdad, con la morte di dodici passanti. L'informatore in
quel caso fu scoperto e arrestato: si trattava di un membro dei servizi di sicurezza
dell'esercito americano.
In cerca di tranquillità. la piattaforma si è trasferita in Islanda. Subito si è scoperto che
poco prima del collasso dell'economia islandese la dirigenza di un'importante banca aveva
provveduto a togliere milioni di dollari dall'isola in tutta segretezza,contribuendo
pesantemente alla bancarotta.
La fortuna di WikiLeaks ha fatto sì che il Parlamento islandese abbia deciso di fare
dell'isola il paradiso mondiale della trasparenza. A partire dal 2011 ci sarà in Islanda la
legislazione più efficace al mondo per la protezione della libertà d'informazione.
articolo pubblicato il: 03/08/2010 ultima modifica: 17/09/2010