Attualmente più di ventimila oggetti, da gocce di pittura secca fino ad intere cassette di strumenti, fluttuano nello spazio e, data la velocità di sette chilometri al secondo alla quale viaggiano, costituiscono un pericolo per i satelliti artificiali e le astronavi.
Uno dei progetti per ripulire il cielo da questi rifiuti consiste in un piccolo satellite di non più di cento chili che può lanciare una serie di reti che catturino gli oggetti perduti per trasportarli in una zona in cui non rappresentino un pericolo.
L'EDDE, eliminatore di immondizia elettrodinamico, è un veicolo rivoluzionario perché non utilizza un sistema di propulsione spaziale e quindi non ha bisogno di combustibile. Si tratta di un generatore elettrico nello spazio che usa il campomagnetico terrestre e l'energia solare per spostarsi tra le orbite.
La nave può trasportare circa duecento reti, ognuna delle quali serve per pescare un oggettoper trasportarlo in un'orbita più vicina alla terra dove rimarrà alcune settimane fino a disintegrarsi completamente.
La maggioranza dei satelliti si trova a ottocento chilometri sopra la terra.L'idea dispingere l'immondizia spaziale ad un'altitudine di trecentotrenta chilometri e lì liberarla affinché inizi a discomporsi a contatto con l'atmosfera.
Date le dimensioni del veicolo, lo si potrebbe spedire nello spazio come nave secondaria quando parte una missione spaziale. Con una dozzina di queste navi si può distruggere almeno duemilaquattrocentosessantacinque oggetti pesanti piùdi due chili in solo sette anni.
Lo scienziato Jerome Pearson, presidente della Star inc., impresa progettista, spera di costruire l'EDDE entro il 2013.
articolo pubblicato il: 04/09/2010 ultima modifica: 19/10/2010