Il fatto che il minacciato sciopero dei benzinai del 15-16-17 settembre sia stato revocato in extremis, subito dopo che milioni di italiani avevano fatto la fila per il pieno, non cambia la natura delle cose, ovvero che si tratta di qualcosa non degno di un Paese normale.
Tralasciando il fatto che la chiusura degli impianti, anche a self service, era prevista per le 19.30 del 14 e la riapertura alle 7.30 del 18, quindi più dei proclamati tre giorni, va detto che non di sciopero si trattava, bensì di serrata, e la differenza non è solo etimologica.
Lo sciopero del lavoratore dipendente comporta una ritenuta piuttosto alta, di solito superiore al suo guadagno giornaliero. La serrata dei benzinai, al contrario, non porta nocumento alcuno al portafogli del gestore, perché tutti gli italiani, anche i guidatori della domenica, corrono a fare il pieno prima che le pompe chiudano. Non si tratta solo di uno sciopero a costo zero, ma anche con un guadagno anticipato, il che non guasta (per i gestori).
Il problema è di rendersi conto se un Stato del cosiddetto Primo mondo possa tollerare simili disservizi; basti pensare ad un cittadino straniero che rischia di rimanere bloccato in una sperduta località per quasi una settimana o anche a chi, per un motivo o per l'altro, non è venuto a sapere della serrata.
Una serrata dei fiorai o dei gioiellieri disturberebbe qualche innamorato, senza dubbio, ma francamente il disagio sarebbe poco avvertito dalla popolazione. Il combustibile, in un Paese avanzato, è come era un tempo il pane: non si poteva farne a meno ed i fornai erano gli unici esercenti registrati nei ruolini di mobilitazione.
Se per i benzinai fosse prevista una qualche forma di precettazione, tipo restare aperto un impianto su dieci, i disagi per gli automobilisti sarebbero limitati. A quel punto, però, il giocattolo si romperebbe, perché i nove gestori liberi dalla precettazione non si sentirebbero così sindacalizzati da lasciare tutto il loro guadagno al collega costretto a stare aperto ed i motivi ineludibili della serrata sarebbero forse molto meno condivisi dalla categoria.
articolo pubblicato il: 14/09/2010 ultima modifica: 10/10/2010