L'Accademia Reale di Spagna a Roma
presenta
"EL PODER DE LA HUELLA. METAFORA DE LA ENERGIA"
("Il potere dell'impronta. Metafora dell'energia")
Esposizione di
VICTORIA CANO
11 ottobre - 7 novembre
Canto per una mostra
Din, dan,
Din, don,
Din, din, dan, dan, din, don,
Si odon le campane dell'orologio.
Din, din, dan, dan,
Din, din, don,
Suonan campane tra cupole e pini in fiore
come pennellate che scappan dalla tavolozza del pittore
e lascian al lor passaggio una scia d'emozione.
Vieni, vieni, vieni
vieni a dondolarti ancora una volta
sull'altalena che si muove senza sosta.
Dove la notte e il dì ruotan a loro posta.
E tra bisbigli di uccelli
sopra colonne col nido
il tempo è energia che scorre
lasciando sul cammino labirinti di colore
capaci di trasformar il fiore di zagara in frutti dorati
la vite e l'ulivo in frutti verdi cangianti
e neri di liquido celestial.
Su alte terre sorge la verde quercia e il rosso papavero
da acque azzurre, profili riflessi e sorgenti che solcan belle
architetture.
Vieni, vieni, vieni
Vieni a ondeggiare e a volare
non smetter di dondolarti sul pendolo del tempo
vola e continua a sognare,
cammina nel labirinto delle tue orme lasciate.
Victoria Cano
Saluto del Direttore della Reale Accademia di Spagna a Roma
Sono molto felice che Victoria Cano faccia ritorno nell'Accademia con il suo "Poder de la huella", un'importante mostra delle sue opere
relative al lungo periodo 1982-2010. E' una soddisfazione riceverla in quanto artista di riconosciuta importanza nel panorama dell'arte
contemporanea spagnola. Victoria Cano è conosciuta in Italia, attraverso interessanti mostre realizzate in diverse città a partire dal 1995,
riannodando gli stretti rapporti che iniziò a tessere durante gli anni di permanenza in questa Casa come borsista (1982-1983). Fu importante,
per la diffusione dell'opera
di Victoria in Italia, l'appoggio di diversi galleristi italiani, tra i quali cito Angelo de Florio, per la sua condizione, tuttora vigente,
di attento seguitore delle nostre attività e di persona sempre disponibile nel sostenerci e consigliarci.
Sono felice anche del fatto che Victoria Cano abbia accettato (col suo proverbiale entusiasmo...) l'idea di realizzare una mostra in questa
sede, essendo tale ritorno perfettamente coerente col nostro desiderio di stimolare e facilitare il mantenimento dei legami tra l'Accademia e
gli artisti che in essa hanno trascorso periodi di formazione e, soprattutto, esperienze di vita, che generalmente sono state importanti per
lo sviluppo delle loro carriere.
Infine, su un piano maggiormente personale, questa mostra è per me un'opportunità in più per commemorare anni molto importanti per chi ebbe
la fortuna di iniziare a conoscere e ad annodare vincoli con l'Accademia attraverso un magnifico gruppo di borsisti, tra i quali era presente
Victoria, riuniti intorno a un esimio direttore: lo scultore e accademico Venancio Blanco. Venancio mi aprì per la prima volta le porte di
questa istituzione, ed io corrisposi aprendo quelle di casa mia, e non mancarono occasioni per delle serate, al Gianicolo e ai Parioli, delle
quali conservo dei ricordi molto piacevoli. Sono passati quasi trent'anni e la fortuna ha fatto sì che io possa dirigere l'Accademia in
questa fase, cosciente del fatto che mi hanno preceduto molti artisti illustri e professori che hanno contribuito affinché l'Istituzione
accrescesse il proprio prestigio: tra di loro, una personalità prestigiosa nel mondo accademico e della cultura in generale, il Professor
(nonché amico) Felipe Garín, che avalla quest'iniziativa in quanto curatore della mostra.
Victoria Cano ci ha riempito di colore, di allegria e di energia non solo le quattro ampie sale mostra attorno al chiostro cinquecentesco
dell'ex convento francescano nel quale si stabilì l'Accademia di Spagna in Roma, inaugurata nell'1881, ma ha anche presentato nel chiostro
stesso i suoi meravigliosi libri volanti. Prima di iniziare il percorso della mostra, dunque, il visitatore si vede già esposto a opere che
affondano le proprie radici nell'interesse dell'artista verso la generazione dell'energia e verso l'energia come materia di trasformazione.
Si tratta di ricerche e di processi creativi iniziati nel 1987, ai quali in seguito combinò i lavori sul laberinto de la identidad humana,
sfociando in immagini generate dal poder de la huella, che ci immergono in
laberintos de identidad sempre sorprendenti. Il testo del professor Román de la Calle, profondo conoscitore dell'opera di Victoria Cano,
getta luce sul complesso percorso intellettuale dell'artista, plasmatosi in opere di tanta ricchezza cromatica quanto di ricchezza
intellettuale, poiché Victoria Cano aggiunge alle proprie doti artistiche un'encomiabile profondità di letture. Senza la pretesa di
aggiungere alcunché di sostanziale alle intelligenti analisi degli specialisti, mi limito a esprimere il dovuto ringraziamento a Victoria
Cano e a quanti, persone e istituzioni, anzitutto la Generalitat de Valencia, attraverso la propria Segreteria de Cultura hanno reso
possibile questa mostra, che certamente sarà un'importante pietra miliare nella storia di questa Accademia Reale di Spagna in Roma.
Enrique Panés
Testo del curatore della mostra
Sono vivamente compiaciuto di aver avuto la possibilità di collaborare all'interessante progetto espositivo di Victoria Cano presso le sale
della Reale Accademia di Spagna a Roma.
Ormai sono passati diversi anni da quando ebbi l'opportunità di seguire il suo percorso professionale, prima come professore nelle vecchie
aule dell'antico Convento del Carmen di Valencia e anni dopo, grazie all'onore e alla fortuna di diventare il direttore della menzionata
Accademia Reale di Spagna, imbattendomi nel suo ricordo di anni prima, quando Victoria era stata borsista della centenaria istituzione.
Ricordo come la sua decisa vocazione plastica e l'instancabile attività - che dura ancora oggi - l'abbiano fatta evolvere in modo più che
soddisfacente. Quando è divenuta professoressa della Facoltà di Belle Arti di Valencia, abbiamo avuto ripetute occasioni di incontrarci e,
quando recentemente ho studiato le sue opere nelle ampie stanze del magnifico studio che la accoglie, ho avuto la conferma di quanto la sua
impostazione fosse e lo sia ancora, solida e chiara.
Affatto timorosa dei grandi formati, ha saputo penetrare nell'intimo del genere umano alla costante ricerca, con i suoi profili, le sue
impronte digitali, quasi sempre presenti, i suoi simboli, di un incontro con l'uomo.
Come logica e ragionevole conseguenza di ciò, la rappresentazione visiva, plastica e a volte corporea del libro come oggetto, è un elemento
abituale nelle sue opere. Si collega quindi con una delle più antiche tradizioni dell'uomo, il bisogno di fissare le idee su sostegni
permanenti, facendo di questi un simbolo visivo misterioso e affascinante.
In questo stesso catalogo si possono vedere le sue opere più recenti, le sue idee personali e il suo ampio impegno professionale. Non rimane
che congratularsi con lei e augurarle i migliori successi in queste sale espositive dell'Accademia Reale di Spagna a Roma, che tanti e così
bei ricordi ci riporta alla memoria di entrambi.
Felipe V. Garín Llombart
Curatore dell'esposizione
Curriculum di Victoria Cano Perez
Alcalá La Real (Jaén, España). Dottorato in Belle Arti (1988) e docente ordinario (1989) presso la Facoltà di Belle Arti dell'Università
Politecnica di Valencia. Vincitrice del concorso bandito dal Ministero degli Affari Esteri spagnolo per un pensionato artistico presso la
Accademia di Spagna a Roma (1982-1983). Direttrice della Cátedra de Empresa Metrovalencia en Bellas Artes (2007). Vicedirettrice alla Cultura
del Dipartimento di disegno della Facoltà di Belle Arti (2008).
Ha ricevuto diversi premi, tra i più importanti nel 1980 il Primer Accésit Nacional de Grabado en Ribarroja del Turia (Valencia). Nel 1981
Primo Premio Fondazione Roig (Incisione) Valencia e nel 1986 il XXVIII Premio Senyera di Incisione Comune di Valencia. Diploma e medaglia
Olimpica a Pechino 2008 nelle '" Olympic Fine Arts". Premio Internazionale Cevisama 2010 alla carriera.
Vive e lavora a Valencia (Spagna) dal 1978 e il suo impegno artistico si incentra sul tema dell'energia, degli adduttori di vento, dei
fluidi, delle transizioni, ecc.. Ha intitolato le sue serie pittoriche "Horizonte de Sucesos" (Orizzonte di avvenimenti), "Dialogo de
Sucesos" (Dialogo di avvenimenti) in cui il polittico e la luce esprimono diversi livelli di comunicazione. Dialoghi tra immagini, impronte e
metafore, lì dove uomo e natura sono allo stesso tempo materia nell' infinito atto di divenire. Altre serie sono "Preposiciones de Energía"
(Preposizioni di Energia), "Entre líneas" (Tra le righe), "El color de la huella" (Il colore dell'impronta) e "El perfil humano" (Il profilo
umano) in cui il colore, la consistenza e la linea esprimono una natura antropomorfica.
Tra le mostre individuali si ricordano quelle celebrate a Valencia, Galería Nave 10 (1989, 90, 91, 92, 93 e 2004). A Roma De Florio Arte
(1985). Priugli agli Scalzi (Venezia). Galleria San Placido (Catania). Galleria Novart (Madrid). A Montevideo (Uruguay), Museo Torres García,
(1996). Nel 1998 Galleria Ciovasso (Milano). Arte delle Musse, De´Florio Arte (Roma). Galleria Rettori Tribio (Trieste). La Galleria
(Pordenone). Nel 1999, Museo de la Ciudad di Valencia e Consiglio Provinciale di Jaén. 2002 Palau de la Música. Valencia. Hotel Central Park.
Roma. ICAV e Palacio de Colomina. Università CEU San Pablo (2004). 2005 Metro Colón di Valencia. 2006 Università di Jaén.
Ha collaborato come pittrice-scenografa, con la Compagnia teatrale italiana di Luisa Mariani in progetti come la Ley de la Selva di Elvira
Lindo e Siete Puertas en el Espacio (2001), Land Art, organizzato dal comune di Roma (1999).
Partecipa a diverse Fiere Internazionali grazie alla realizzazione di numerose esposizioni collettive, tra cui ricordiamo come ultima quella
del Olympic Fine Arts Beijing 2008, celebrata in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino 2008.
Le sue opere fanno parte delle collezioni delle seguenti istituzioni: Comune di Valencia. Calcografia Nazionale di Roma. Fundación
Renau (Valencia). Centro Romano della Grafica (Roma). Reale Accademia delle Belle Arti di Spagna a Roma. Museo della Stampa di Urbino.
Ministero degli Affari Esteri spagnolo (Madrid). Cassa di Risparmio di Segorbe (Valencia). Collezione della Caja Rural de Torrent (Valencia).
Fondi di Arte Contemporanea della U. P. V. e Universidad de México. Ambasciata spagnola di Harare. Museo Torres García, Montevideo (Uruguay).
Cortes Valencianas (Valencia). Museo Vaticano. Hotel Central Park di Roma. Palau de la Música (Valencia). Università CEU San Pablo, ICAV.
Consiglio provinciale di Jaén, Metro Valencia, Università di Jaén e Museo delle Belle Arti commemorativo delle Olimpiadi di Pechino 2008.
articolo pubblicato il: 12/10/2010