Grazie ad una fonte di fotoni ad alta potenza, la Advanced Photon Source (APS), scienziati dell'Argonne National Laboratory hanno osservato come un materiale molle come la grafite delle matite si converte in un altro durissimo come il diamante.
Grazie ai raggi della APS e' stato notato che la grafite, se sottoposta ad una pressione fortissima, si trasforma, potendo pero' tornare in seguito al suo stato primitivo.
La differenza tra diamante e grafite, ambedue composti di carbonio, sta nel fatto che le molecole del primo sono fortemente unite tra di loro (da qui l'estrema durezza), mentre quelle della grafite sono molto spaziate (per questo la matita lascia traccia se viene sfregata sulla carta).
In natura il diamante viene creato da molecole di carbonio sottoposte a grande pressione ed alte temperature (anche se la conoscenza del processo non e' ancora esente da dubbi). I ricercatori della Chicago University (diretti da Wendy Mao) hanno utilizzato uno strumento in grado di sottoporre la grafite ad una pressione di 17 gigapascal, vale a dire 170mila atmosfere (pressione al livello del mare), pari alla pressione che si verifica 500 chilometri sotto la superficie terrestre.
I ricercatori hanno posto un campione di grafite tra due diamanti posti a mo' di incudini, applicando la pressione di 17 gigapascal. Alle osservazioni con l'APS si e' scoperto che, anche a temperatura ambiente, la grafite si trasforma, diventando talmente dura da rompere il diamante e facendosi trasparente e brillante come un diamante.
Purtroppo, eliminata la pressione, la grafite ritorna allo stato naturale, un po' come si diceva del piombo trasformato in oro dalla pietra filosofale degli alchimisti che, per una ragione o per l'altra, al mattino ritornava piombo.