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attualità scientifica
vino rosso superconduttore

un esperimento giapponese su varie bevande alcooliche


Sette ricercatori giapponesi dell'Istituto Nazionale di Scienza dei Materiali giapponese hanno pubblicato sulla rivista IOP Publishing il risultato di una sorprendente ricerca. Gli scienziati hanno creato una lega di ferro, tellurio e zolfo e hanno immerso vari campioni del composto per ventiquattro ore in contenitori con vino bianco, vino rosso, sakè, liquore di frutta giapponese, birra e whisky riscaldati a settanta gradi, scoprendo che, soprattutto nel vino rosso e nel sakè, si induce superconduttività nel materiale.

Di tutte le bevande, quella che porta ad un miglior risultato è il vino rosso, seguito dal sakè, mentre l'effetto è insignificante in altre bevande. Durante l'esperimento il materiale è stato immerso in acqua pura, in etanolo ed in una soluzione di acqua ed etanolo, ma in questi casi non si è avuto il minimo risultato.

Il fenomeno della superconduttività, scoperto nel mercurio nel 1911 dal fisico olandese Heike Kamerlingh Onnes, premio Nobel per la fisica nel 1913, è una proprietà per cui alcuni materiali perdono la resistenza con il passaggio dell'elettricità. Le applicazioni sono molteplici, per la risonanza magnetica in medicina nucleare, nei cavi e nei dispositivi elettrici o nei laboratori di fisica. I materiali ferrosi normalmente si convertono in superconduttori dopo un'esposizione all'aria, ma il processo può durare vari mesi, mentre l'esperimento giapponese dimostra che si può ottenere il risultato in un solo giorno.

Il composto ferroso subisce un processo per il quale le molecole si allineano secondo uno standard regolare, ma per raggiungere la superconduttività bisogna sopprimerlo. Questa cosa si consegue con la sostituzione di elementi presenti nel composto con qualcosa presente nel vino e nel sakè, che non è il semplice alcool, dato che non tutte le bevande danno lo stesso risultato e nemmeno lo stesso alcool puro.

I ricercatori giapponesi non sanno darsi una risposta, forse l'introduzione di particelle caricate elettricamente, forse ossigeno, ma non è certo.

articolo pubblicato il: 08/03/2011

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