E' passato in silenzio (nell'autunno appena trascorso) il centenario della nascita di Evelyn Waugh, uno dei piu' importanti autori inglesi del Novecento.
Grande estimatore di Woodehouse, a quest'ultimo umorista e' stato da molti superficiali lettori accostato, ma erroneamente. Woodehouse scriveva semplicemente per divertire e i suoi personaggi sono del tutto irreali; Waugh, pur nello stile leggero e divertente, disegna con pochi tratti personaggi e situazioni pienamente calcabili nella realta' e non si limita a voler divertire il lettore, ma fa satira sociale a tratti anche feroce. Indimenticabile ne "L'inviato speciale" il personaggio del giovane ricco rivoluzionario che tratta male i camerieri perche' cosi' prendano coscienza della loro situazione di sfruttati; un personaggio buttato la' in due parole, come molti dei personaggi e delle situazioni dei suoi romanzi.
In effetti lo scrittore, insieme ad altri, rompe la tradizione del romanzo ottocentesco ed utilizza una tecnica quasi cinematografica, con i personaggi che non sono descritti minuziosamente, ma emergono all'interno di una trama, muovendosi e parlando.
Lo stile leggerissimo, aereo, semplice, e' in realta' frutto di un lavoro accurato, fatto di correzioni e riscritture. Da ragazzo Waugh aveva imparato per diletto la tecnica artigianale dell'ebanisteria e le sue pagine, cosi'immediate all'apparenza, sono frutto di un lavoro di cesello quasi maniacale.
Evelyn Waugh (scomparso nel 1966) era nato sul finire del 1903 ad Hampstead, quartiere londinese, figlio di un dirigente della casa editrice Chapman and Hill. Laureatosi giovanissimo ad Oxford, tento' la carriera docente, ma fu licenziato ripetutamente da scuole private di antica tradizione. Per questo motivo decise di farsi scrittore a tempo pieno, ottenendo subito un grande successo.
Qualcuno ha messo in relazione la sua conversione dall'anglicanesimo al cattolicesimo con la crisi del suo primo matrimonio con Evelyn Gardner. L'infedelta' della moglie ed il divorzio furono prove terribili per lui, ma la crisi religiosa fu indipendente dalle sue vicissitudini personali; il passaggio al cattolicesimo fu propiziato dall'amicizia con il gesuita Martin D'Arcy.
Solo dopo ulteriori vicissitudini trovo' la serenita'. Non voleva piu' sposarsi perche, anche se contratto tra due anglicani, riteneva indissolubile il proprio matrimonio. Quando si rese conto che si era sposato solo civilmente i faldoni presentati alla diocesi di Londra rimasero dimenticati in una archivio. Solo in seguito pote' sposarsi con una giovane cattolica, Laura Herbert, che gli diede sette figli, il maggiore dei quali, il giornalista e scrittore Auberon Waugh, e' defunto da pochi mesi.
Tutte le opere di Evelyn Waugh mantengono la loro capacita' di essere pienamente godute dal lettore, nonostante il trascorrere degli anni, ma probabilmente il suo capolavoro resta "Ritorno a Brideshead", portata sullo schermo da un cast d'eccezione (Laurence Oliver, John Gielgud, Jeremy Irons e Claire Bloom).