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cinema
alla ricerca di Nemo
di Franco Olearo

Il film termina così come inizia qualunque nostra giornata di padri: cercare di alzare il figlio che vuole indugiare un ultimo minuto fra le coltri prima di andare a scuola. Questa serena normalità non è la noia di una vita sempre uguale ma la felicità riconquistata dopo tante peripezie da Martin,un pesce pagliaccio che vive nella barriera corallina e suo figlio Nemo. Quella di Martin è una famigliola proprio normale: una padre ed una madre in dolce attesa, con la piccola differenza che essendo pesci, hanno il problema di dare un nome non a un figlio, ma a quattrocento uova che stanno per dischiudersi. Poi, in circostanze che non sveleremo, il piccolo Nemo viene catturato da un pescatore subacqueo per farlo diventare l'attrazione dell'acquaio di uno studio dentistico di Sidney. Così Martin, che ha sempre preferito vivere tranquillo all'interno della barriera corallina, deve avventurarsi nell'oceano aperto, sulla base di un debole indizio, per ritrovare suo figlio.

Il film si fa apprezzare per i colori smaglianti di un fondo marino ricostruito alla perfezione grazie alla tecnica 3D. Solo gli esseri umani sono ancora il grande cruccio di questa tecnica di animazione. E' strano a pensarci, ma il patto con lo spettatore si realizza molto meglio con pesci ed uccelli, per i quali accettiamo tranquillamente una trasfigurazione antropomorfica che non gli esseri umani o presunti tali, che sembrano poco più che dei pagliacci di stoffa.

Si ride frequentemente secondo con un umorismo un po' demenziale ma chi è più grandicello (o grandicella) avrà nostalgia della precedente produzione della Disney, per intenderci "la bella e la bestia", "la sirenetta", "il re leone", "Aladino", tutti film dove c'era tanta musica ed una bella storia d'amore. Se ha un difetto questo film, da imputare alla sceneggiatura, è l'ansia di non annoiare lo spettatore e pertanto di far accadere continuamente qualcosa di nuovo o incontrare nel lungo viaggio, nuovi personaggi, tutti simpatici, ma che scompaiono con la stessa casualità con cui li abbiamo conosciuti, negando ai nostri figli (ed a noi stessi) la possibilità di affezionarci a loro. Comunque sia,un'ora e mezza di puro divertimento per la famiglia al completo; vogliamo comunque segnalare la presenza di sequenze che potrebbero spaventare i più piccoli (o divertirli? Dipende) quando appaiono all'improvviso le terribili fauci di un pesce predatore.

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