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teatro
"I pugni in tasca"

a Macerata


I PUGNI IN TASCA CON AMBRA ANGIOLINI E PIER GIORGIO BELLOCCHIO A MACERATA IL 19 E 20 APRILE CONCLUDE LA STAGIONE DI PROSA

Nel 1965 Marco Bellocchio si impose all'attenzione internazionale con I pugni in tasca, un film dissacrante ed estremista, suo primo lungometraggio. Quarantacinque anni dopo è lo stesso autore che decide di scrivere la riduzione teatrale di questa storia familiare di ordinaria follia, interpretata da Ambra Angiolini e Pier Giorgio Bellocchio, diretta da Stefania de Santis, che sarà al Teatro Lauro Rossi di Macerata martedì 19 e mercoledì 20 aprile come ultimo appuntamento della stagione promossa dall'AMAT e dal Comune di Macerata con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

L'assunto di Bellocchio padre (Pier Giorgio è il figlio) è lo stesso di allora. La famiglia che le convenzioni sociali e religiose vorrebbero fosse ancora il nucleo della vita sociale e individuale dell'uomo, come cittadino ed essere umano, si rivela crogiolo di malesseri e guasti che sfociano a volte in vera e propria malattia: "Io oggi penso a I pugni in tasca come a un dramma della sopravvivenza in una famiglia dove l'amore è del tutto assente, un deserto di affetti senza nessuna prospettiva per il futuro."

La famiglia de I pugni in tasca è composta da quattro figli - Giulia, Alessandro, Leone e Augusto - ed una madre all'apparenza buona e fragile che però impone a tutti i fratelli la pazzia del primogenito riducendoli ad animali notturni che escono solo quando il pazzo dorme. E perciò annoiati sfaccendati non fanno nulla, sprecano così la loro giovinezza inventandosi una malattia organica che li obbliga all'ozio, assecondati dalla madre. Certamente non uno spaccato di vita di una famiglia standard ma anzi una famiglia che non ha nulla di normale ed uno sguardo che, come ha ben rilevato la critica, "mette giustamente l'accento sui risvolti simbolici respingendo ogni lettura in chiave realistica". L'autore ha calcato la mano sulle ambiguità, le doppiezze degli uomini e delle donne del nostro tempo. Il risultato scenico è un atto unico, un fuoco di fila di emozioni contrastanti, di scene forti: un omicidio, due funerali e uno stupro incestuoso.

Lo spettacolo, prodotto da ErreTiTeatro30, non teme il confronto con il film. La storia acquista una nuova atmosfera con le luci di Loïc Hamelin, "fredde e lugubri come il quadro familiare rappresentato", le scene di Daniele Spisa, "interni come capsule da manicomio o prigione", e i costumi "austeri e impeccabili" di Giorgio Armani. Insostituibili rispetto al film solo le musiche di Ennio Morricone. Bravi gli attori convincenti in una prova non facile. Ambra Angiolini (Giulia) "rivela una maturità capace di controscene da manuale", Pier Giorgio Bellocchio "restituisce con efficacia il personaggio di Alessandro con nervosa e plastica evidenza". Il resto del cast ha offerto una prova di recitazione precisa e misurata: Giovanni Calcagno (Leone), Aglaia Mora (Lucia), Fabrizio Rongione (Augusto), Giulia Weber (la madre).

Per informazioni: biglietteria dei Teatri 0733 230735, AMAT 071 2072439, www.amat.marche.it. Inizio spettacoli ore 21.

articolo pubblicato il: 14/04/2011

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