L'esecuzione di Bin Laden, perché di esecuzione si è trattato, è stata accolta positivamente dall'opinione pubblica mondiale escluso probabilmente qualche settore dell'integralismo islamico. Questa volta gli americani hanno risolto in poche ore un problema decisivo cioè l'eliminazione, dopo dieci anni, del fautore e organizzatore dell'attacco alle torri gemelle di New York e di altre stragi in Europa, senza passare attraverso catture e poi processi lunghi e snervanti per la stessa opinione pubblica. Quando, negli anni '60, gli israeliani andarono a prendersi in Argentina, dove si era nascosto sotto falso nome, il criminale nazista Adolf Eichmann non ebbero dubbi sul fatto che doveva essere processato dagli ebrei per i suoi crimini. Era utile al nuovo Stato che tutto il mondo sapesse come era stato organizzato in tutta Europa il rastrellamento di milioni di ebrei poi finiti nelle camere a gas. Il processo fu lungo e dettagliato, l'imputato fu condannato a morte e poi impiccato. Da un processo a Bin Laden sarebbe venuta fuori invece ben poca cosa: l'imputato non avrebbe certo parlato o denunciato i suoi complici o meglio gli esecutori dei suoi crimini e il processo avrebbe scatenato forse violente reazioni negli ambienti filo estremistici e dopotutto Eichmann a sua difesa oppose inutilmente la solita storia di aver eseguito solo gli ordini. Ma Bin Laden da chi prendeva gli ordini?
A proposito di processi. Chi ha tirato fuori la corte dell'Aia per il colonnello Gheddafi? Il rais libico si è subito preoccupato ed ha reagito in maniera rabbiosa alla rivolta degli avversari. All'Aia poteva salvare la pelle, perché non è prevista la pena di morte ma ora, dopo il caso di Bin Laden, cosa accadrà?
articolo pubblicato il: 03/05/2011