Mostra antologica e documentaria
"ALDO MORICONI. 1923-1973"
Jesi, Palazzo dei Convegno, 18 giugno - 17 luglio 2011
Inaugurazione: sabato 18 giugno alle ore 18
In occasione del sesto anniversario della scomparsa di Valeria Moriconi, Jesi - sua città natale - la ricorda scoprendo un patrimonio d'arte inedito e la figura di uno dei più affascinanti e nascosti artisti marchigiani del '900: Aldo Moriconi (1923-1973), marito dell'attrice jesina, pittore, scultore, poeta, esploratore.
Uomo d'avventura (nel '72, in barca a vela, affrontò in solitaria la traversata dell'Atlantico), nato a Jesi da una famiglia di industriali, Aldo Moriconi morì tragicamente nell'ospedale di Segou il 5 marzo 1973 dopo un incidente d'auto nella savana del Mali. La stessa Valeria - cui fu legato dal 1951 fino agli inizi degli anni '60 - di lui diceva "Era un pazzo, geniale, simpaticissimo, zingaro, ribelle, uomo di mare, capitano d'industria, pittore, viaggiatore, insaziabile di novità e di emozioni. Fino alla morte".
La prima mostra antologica e documentaria su Aldo Moriconi si terrà dal 18 giugno al 17 luglio 2011, presso il Palazzo dei Convegni di Jesi. Nella sezione antologica sono in esposizione dipinti, disegni, incisioni, opere plastiche, riconducibili allo Spazialismo e al movimento dell'Arte Nucleare, fino alle grandi tele realizzate alla fine degli anni '70 e all'inizio del successivo decennio in cui sperimenta le potenzialità del segno e del colore combinati in strutture reticolari o spiraliformi entro cui la luce e lo spazio vivono una loro storia. Nella sezione documentaria, foto, pagine di diari e poesie, documenti e opere dedicate da Aldo Moriconi a Valeria. In mostra anche il video 'Valeria parla di Aldo Moriconi' tratto da interviste dell'attrice e un'istallazione multimediale realizzata da Mentezero.
La Mostra antologica e documentaria "ALDO MORICONI. 1923-1973", a cura di Franco Cecchini, è organizzata dal Centro Studi e Attività Teatrali Valeria Moriconi e promossa dalla Fondazione Pergolesi Spontini, dagli Assessorati alla Cultura del Comune di Jesi e della Provincia di Ancona, con il patrocinio della Regione Marche e la collaborazione della Pinacoteca Civica. A corredo della mostra è una monografia-catalogo, edito da Il Lavoro Editoriale, con il sostegno di Banca Marche, con testi di Loretta Mozzoni, Franco Cecchini, Lucio Del Gobbo, Ezio Bartocci, Francesco Scarabicchi.
Con questa mostra e con la monografia-catalogo si intende presentare e approfondire la personalità di Aldo Moriconi, la sua produzione artistica - per lo più inedita - non solo di pittura, grafica e arti plastiche ma anche di poesia, i suoi rapporti con i principali protagonisti della vita artistica di Roma (Flaiano, Patti, Moravia, Vespignani, Maccari, Rotella), particolarmente ricca di fermenti innovativi negli anni '50-'60, la sua influenza sulla formazione culturale dell'attrice. "Con Aldo crebbi sotto tutti i punti di vista" affermerà Valeria "mi ha insegnato a leggere un libro, a guardare un quadro, ad ascoltare la musica. Fu grazie a lui che oggi sono quello che sono, e non solo come attrice".
Per la sua avventura d'uomo e d'artista, Aldo Moriconi meritava di uscire dal cono d'ombra in cui sempre più era entrato già in vita sino a scomparirvi totalmente. Su di lui e la sua opera i riflettori non sono mai stati accesi. A differenza di Valeria, Aldo li ha rifuggiti. Questa mostra antologica documentaria segna il suo ritorno. Con essa, mentre riemerge un frammento del patrimonio artistico del '900, si ricostruisce la storia non certo di un protagonista ma di un testimone sensibile e partecipe, che ha sperimentato sulla propria pelle, prima che sulle tele, i fermenti innovativi dell'epoca.
Le opere selezionate e i documenti in mostra, oltre che dal Fondo archivistico di Valeria Moriconi - donato in gran parte al Comune di Jesi dalle eredi Luciana e Adriana Olivieri - provengono dalla Pinacoteca Civica, da collezionisti e soprattutto dalla vasta raccolta di proprietà di Francesca Lama, nipote di Aldo Moriconi, recentemente scomparsa e alla cui memoria è dedicata la mostra che vede la luce grazie al generoso impegno finanziario dei suoi familiari e di amici sponsor.
L'inaugurazione si terrà sabato 18 giugno alle ore 18 a Palazzo dei Convegni, alla presenza delle autorità e degli autori dei testi in catalogo (Loretta Mozzoni, Franco Cecchini, Lucio Del Gobbo, Ezio Bartocci, Francesco Scarabicchi), conduce Giovanni Filosa. Dopo la visita alla mostra, verrà offerto un drink da Rocca dei Forti-Togni e dall'Azienda Azienda Grilli e Gastreghini, nel Cortile della Fondazione Colocci.
La mostra resterà aperta fino a domenica 17 luglio, dal martedì alla domenica: ore 10/20; sabato: ore10/23; chiuso il lunedì.
INFO:
Tel. +39 0731 59805, Palazzo dei Convegni (in orario mostra)
Fondazione Pergolesi Spontini, Jesi - Tel. +39 0731 202944
www.fondazionepergolesispontini.com
Centro Valeria Moriconi, Jesi - www.centrovaleriamoriconi.org
Aldo Moriconi nasce il 14 febbraio 1923 a Jesi, figlio di una famiglia d'industriali (Il nonno Paolo Moriconi aveva fondato un lanificio); diplomatosi al Liceo Classico nel 1941 si iscrive all'Accademia Navale di Livorno, quindi inizia il servizio in marina. Nel 1947 si congeda con il grado di Ufficiale di Marina e torna a Jesi per lavorare nell'azienda di famiglia. Ma ben presto risulta chiaro che "non aveva la mentalità dell'imprenditore, degli affari, del calcolo". Intanto era maturato il rapporto d'amore con Valeria, già alle prime felici prove in teatro con un gruppo sperimentale cittadino. Si sposano nel 1951, ma l'ambiente provinciale va stretto ad entrambi. Valeria è già orientata a tentare l'inserimento nel mondo dello spettacolo, Aldo a sviluppare le proprie aspirazioni artistiche. E così, nel settembre del 1952, decidono di partire, con gli amici Lucia e Corrado Olmi, per Roma. Quasi una fuga.
Nell'ambiente artistico romano, Aldo trova una situazione di fermento per la spaccatura, già evidenziata tra le due guerre, tra figurativi e astrattisti, tra difensori della tradizione e innovatori. Le prime frequentazioni della coppia avvennero nell'ambiente dello spettacolo e in salotti culturali in cui incontravano personaggi come Flaiano, Patti, Moravia. Ma hanno contatti e amicizie anche con Vespignani, Maccari e Rotella.
La prima mostra personale fu nel 1956, con le "Incisioni" esposte presso la Galleria stamperia Il Torcoliere in via Margutta. In queste opere, oltre a soggetti figurativi che richiamano artisti come Vespignani, Migneco, Cagli, Guttuso, troviamo in prevalenza composizioni riconducibili allo Spazialismo e al movimento dell'Arte Nucleare: l'immagine tende a liquefarsi in aggregazioni nebulose o ad assumere forme più incise, geometriche o lineari e filamentose che attraversano lo spazio fluttuando.
Sia in certe stampe ma soprattutto nella vasta produzione precedente di disegni molto spesso soggetto e protagonista è Valeria. All'attrice dedica anche dei collages che richiamano l'opera di Rotella e un trittico non firmato alla Andy Wharol che riproduce una sua foto giovanile. Ma intanto, tra Aldo e Valeria cresce il distacco e il loro rapporto entra in crisi: mentre lei era presa "dal desiderio di mordere, aggredire la vita" lui "si guardava vivere". Nel 1962 avverrà la separazione e Valeria inizierà la convivenza con Franco Enriquez. La situazione di Aldo da allora sembra volgere ad una inquieta precarietà.
Ha contatti con gallerie storiche come La Tartaruga di Plinio De Martiis e Giorgio Franchetti e con Lo Zodiaco, realizza composizioni materiche su laminati metallici, sbalzi e acidazioni su rame e soprattutto singolari "sculture" in fil di ferro che reinterpretavano il segno ludico di Calder.
E' nelle grandi tele realizzate alla fine degli anni '70 e all'inizio del successivo decennio che Aldo viene ad esprimere la sua vena migliore; in esse sperimenta le potenzialità del segno e del colore combinati in strutture reticolari o spiraliformi entro cui la luce e lo spazio vivono una loro storia. Il segno colore è scelto come elemento costitutivo, a formare grovigli o a combinarsi in ordinate configurazioni spaziali. È una geografia interiore che si manifesta; stati d'animo che si rincorrono a comporre un tracciato esistenziale mutevole e complesso.
Le ultime opere, all'inizio degli anni Settanta, sembrano confermare un'istintiva armonia estetica. Ricerche che riconducono in maniera evidente a suggestioni evocanti il mare: lo scintillio delle onde, l'effetto plastico creato su di esse da una luce bassa radente, l'impressione di assenza, di riposo cullato, d'infinita libertà. Il tutto interpretato con un orfismo di desiderio e di memoria, inteso a celebrare le passioni di un navigante irriducibile esploratore.
Così Valeria ricorda Aldo: "Un pazzo, geniale, simpaticissimo zingaro, ribelle, uomo di mare, pittore, viaggiatore insaziabile di novità e di emozioni. Fino alla fine". Già dal 1961 è Tenente di Vascello. Ma ancora nel febbraio del '73 si iscrive nella Riserva di complemento della Marina. Poi parte con una comitiva internazionale per un viaggio in Africa, nella savana del Mali con un'escursione sul Niger. Ma l'ultimo giorno il torpedone va fuori strada, si schianta su un albero, si incendia e, per le ustioni riportate, morirà anche Aldo nell'ospedale di Segou il 5 marzo 1973. Carribean See - il mare dei Caraibi finalmente immobile, placato - era stata l'ultima sua tela del '73, in dono a Valeria.
articolo pubblicato il: 02/06/2011