XI FESTIVAL PERGOLESI SPONTINI
(2 - 17 settembre 2011)
Jesi, Ancona, Maiolati Spontini, Montecarotto, Monte San Vito
PERGOLESI IN PROGRESS
Da Salustia (1732) a Olimpiade (1735) - dal primo lavoro operistico all'ultima opera seria, dal primo successo all'unico insuccesso - il percorso è breve: quattro anni. In mezzo l'affermazione clamorosa di Serva padrona. Pergolesi consuma vertiginosamente il suo genio in pochi anni di febbrile attività, destinato ad una morte precoce, ventiseienne, nel 1736.
Poi il mito: gli Enciclopedisti a Parigi, i musicisti e gli intellettuali tedeschi, i teatri delle corti europee, i conventi e le cattedrali del vecchio e del nuovo mondo scoprirono la musica pergolesiana. E, con la scoperta, il fiorire di varianti, parodie, false attribuzioni, opere spurie stampate col nome dell'artista alla moda per alimentare il mercato editoriale.
Nel secolo XIX il mito s'arricchì di risvolti romantici. L'eredità spirituale, raccolta dai napoletani del Settecento, fu cara ai marchigiani dell'Ottocento - tra essi Spontini e Rossini - che riconoscevano nello Stabat Mater e nella Serva padrona i punti di riferimento per l'espressione spirituale e per il teatro comico.
Poi il silenzio, fino ai primi del Novecento, con il Pulcinella di Stravinskij, che accolse musiche autentiche e falsamente attribuite a Pergolesi, l'acritico ma poderoso tentativo di Caffarelli dell'Opera Omnia - destinata a cadere nella rete settecentesca delle attribuzioni - con le prime rappresentazioni delle opere serie.
Poi la riscoperta: negli anni Ottanta Roberto De Simone con Flaminio, Adriano in Siria, Lo frate 'nnamorato, e quindi, nel nuovo millennio, con la Fondazione Pergolesi Spontini.
Nasce quest'ultima nel 2000 per valorizzare l'opera dei due compositori di Vallesina, edita le revisioni critiche delle musiche pergolesiane che non erano ancora disponibili, mette in scena le opere ed esegue le musiche sacre e strumentali nel corso del Pergolesi Spontini Festival, a partire dal 2001. Quindi, in occasione delle Celebrazioni per i trecento anni della nascita del compositore, ottiene di intraprendere l'Edizione Nazionale delle opere di Pergolesi ed avvia il progetto di esecuzione dell'Opera omnia, che continua nel corso dell'undicesima edizione del Festival.
Ma la strada tracciata da Pergolesi è destinata ad incrociare altre vie: quella dei compositori di oggi, che in suo onore intonano i testi sacri da lui musicati, quelle del jazz e della musica popolare.
La Salustia, primo capolavoro di Giovanni Battista Pergolesi (1731), inaugura l'XI edizione del Pergolesi Spontini Festival, venerdì 2 settembre alle ore 20 al Teatro Pergolesi di Jesi (replica il 4, ore 20), nel nuovo allestimento con la regia di Juliette Deschamps, le scene di Benito Leonori, i costumi di Vanessa Sannino.
Corrado Rovaris dirige l'Accademia Barocca de I Virtuosi Italiani con strumenti originali. Grandi voci del barocco nella compagnia di canto, con Laura Polverelli (Giulia), Serena Malfi (Salustia), Florin Cezar Ouatu (Alessandro), Vittorio Prato (Marziano), Giacinta Nicotra (Albina), Maria Hinojosa Montenegro (Claudio). La revisione critica, edita dalla Fondazione Pergolesi Spontini, è a cura di Dale Monson.
Composta nel 1731, Salustia è la prima opera di Pergolesi, rappresentata a Napoli al Teatro di San Bartolomeo, quando il compositore - allievo di uno dei Conservatori napoletani - aveva solo 21 anni. Poco prima che la Salustia andasse in scena l'improvvisa morte di uno dei protagonisti, il celebre soprano Nicolò Grimaldi (detto Nicolino), costrinse Pergolesi ad alcune sostanziali modifiche: la parte di Marziano, scritta per Grimaldi, venne affidata al tenore Francesco Tolve, mentre la parte di Claudio, destinata in origine a Tolve, fu assegnata al soprano Nicolò Conti (detto Gizziello).
Sulla base dei manoscritti dell'epoca è stato possibile ricostruire entrambe le versioni di Salustia, quella prima della morte di Nicolino e quella dopo i cambi di ruoli. La produzione jesina riproduce la nuova versione dell'opera, così come la ascoltarono i napoletani alla prima esecuzione. Si tratta quindi di una prima esecuzione moderna con nuove arie e recitativi mai ascoltati.
"La musica di Salustia - spiega il musicologo Dale Monson - rivela chiaramente il talento del giovane e promettente compositore: non mancano padronanza e abilità con cui esprime gli affetti nel dramma e l'immediatezza di ciascuna parola: il patetico, l'indignazione e la collera, le tenere espressioni dell'amore, la chiara determinazione dell'azione virtuosa. Malgrado le difficili circostanze della sua creazione, l'opera ci arriva oggi a testimoniare il talento di Pergolesi, la promessa, la sua posizione di faro illuminante nell'evoluzione della cultura europea moderna".
Al centro del dramma sono gli intrighi in seno alla famiglia dell'imperatore romano Alessandro Severo (che, nato nel 208 d.C., regnò tra il 222 ed il 235) e di sua moglie Salustia causati dalla gelosia di Giulia, madre dell'imperatore. Una saga familiare all'insegna della crudeltà: Salustia, innamorata dell'imbelle sposo Alessandro, è oppressa dall'Imperatrice madre che la impone ripudio e degradazione e spinta verso l'orrore del complotto e del delitto dall'ira di suo padre, Marziano, assetato di vendetta. Solo l'inflessibile rigore morale guida Salustia sulla strada della virtù fino al trionfo finale della sua straordinaria forza interiore.
Per la regista Juliette Deschamps, "Salustia è una storia di complotti che falliscono: si sussurra, si trama, si spia, si manipola, si cerca di ingannare, si creano alleanze, si organizzano incontri, si preparano pozioni. Immagino penombre, chiari di luna davanti a un colosseo distrutto. Un'epoca senza luci, dove soltanto si intravvedono i riflessi delle lame nella notte. Salustia come Una martire. L'immacolata in mezzo a un macello, il rosso del sangue, il nero della notte. Un bagliore."
Biglietti: Opere, da 15 a 66 euro; Concerti da 22 a 25 euro. Concerto spirituale: ingresso libero.
Info: Fondazione Pergolesi Spontini. Via Mazzini 14, 60035 Jesi (AN)
www.fondazionepergolesispontini.com tel. +39 0731 202944 - fax +39 0731 226460
articolo pubblicato il: 31/08/2011