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taccuino di viaggio
"Alla scoperta della Sicilia Nord Occidentale"

Il golfo di Macari

di Sergio Gigliati

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle bellezze naturali della Sicilia nord-occidentale.
La base di appoggio che abbiamo prescelto è una casa mobile Happy Camp, del famoso tour operator italiano con sede in Verona, situata nel campeggio di "El Bahira", pochi chilometri ad ovest di San Vito Lo Capo. Da qui partiremo ogni volta alla scoperta di angoli della nostra splendida isola più o meno noti. Ci spingiamo oggi alla scoperta delle numerose calette e piccole baie che costellano il grande golfo di Macari, tra il promontorio di San Vito lo Capo e la riserva naturale del monte Cofano.
L'alba ci coglie ancora un po' assonnati. Il mare è una tavola variopinta dai colori tenui dell'astro che sta nascendo. In lontananza alcune imbarcazioni di pescatori hanno appena spento le lampare dopo una notte dedicata alla pesca di sarde, sgombri e alici; tra le maglie delle reti a volte rimangono anche alcuni polpi, merce ghiotta, che vengono subito rivenduti al ritorno nei vari ristoranti della zona. Il monte Cofano, con la sua riserva naturale alla nostra sinistra, fa da sfondo ad una baia che si adagia tra mille anfratti e calette, dove il mare regala scorci di paradiso. Siamo in una zona sospesa, per così dire, tra cielo e mare. Dopo una piacevole colazione a base di marmellate locali consumata nella veranda della nostra casa mobile, carichiamo la macchina con pinne, maschera, boccagli e tutto ciò che occorre per una piacevole giornata di mare e ci dirigiamo verso la prima tappa della nostra escursione: l'Isuledda, piccola baia a circa due chilometri dal nostro villaggio. Siamo nell'incantevole golfo di Macari, alle spalle della più rinomata stazione balneare di San Vito Lo Capo. Il panorama è da mozzafiato e la grande falesia alle nostre spalle sembra proteggere l'incontaminata area. La caletta dove ci fermiamo è composta da piccoli ciottoli bianchi, levigati da millenni di rotolamento tra i flutti, dove stendiamo i nostri asciugamani per bearci della splendida cornice naturale formata da scogli, simili a piccole isole, che circondano la zona (da qui il termina Isuledda). E' un luogo ideale per il relax. La falesia arriva praticamente a ridosso del mare e si scorgono, a breve distanza incastonate nella parete rocciosa del monte, due grotte dall'aspetto cupo e misterioso che ci riportano indietro all'epoca del paleolitico dove probabilmente i nostri antenati ominidi godevano dall'alto dello stesso splendore incontaminato della baia che ci circonda. Il bagno è pressoché obbligatorio e si dilunga per un paio d'ore.
Riprendiamo l'auto e, a pochi chilometri di distanza, raggiungiamo il piccolo centro di Castelluzzo, tappa obbligata per gli appassionati del turismo naturalistico, dove ci fermiamo per una piccola pausa. Siamo immersi in una valle di ulivi dove sentieri surreali, costeggiati dalla rigogliosa natura mediterranea ricca di fiori colorati, si snodano arrampicandosi sulle colline verso imponenti ammassi di fichidindia. Qui il trascorrere del tempo è scandito in modo diverso, si sposa con la semplicità della vita quotidiana e dei ritmi naturali che ti condizionano. A pochi passi è il piccolo paradiso naturale della Baia Santa Margherita con le sue acque limpide e trasparenti che ci chiamano ed alle quali non sappiamo resistere, come il canto delle sirene che ammaliava Ulisse nel suo peregrinare su lidi lontani. La baia dal 1 giugno al 30 settembre è chiusa al traffico veicolare ed i visitatori che vogliono raggiungere i punti di balneazione possono posteggiare gratuitamente il loro mezzo nei punti consentiti. Qui a loro disposizione (e gratuito) è un piccolo trenino (dal suggestivo nome di "Ercolino") che ogni 10/15 minuti trasporta i turisti presso le baie del litorale Santa Margherita così chiamato e dedicato alla Santa cui erano devoti i marinai della zona. Si raggiungono così le baie di Rina Santa Margherita, Scaru Brucia, "A Chuanca", Scaru Zu Asparu, Calazza; il trenino ti lascia presso la caletta prescelta e continua imperterrito il suo giro senza fine fino al calar del sole. Nelle varie calette è possibile affittare ombrelloni, lettini, biciclette e in un paio di esse sono disponibili punti di ristoro ed un'area fitness per i più sportivi.
La giornata è volata in un batter di ciglia ed il sole che scende lentamente all'orizzonte colorando di fuoco tutta la baia ci rammenta che è ora di tornare alla base dove Roberto ci attende con i suoi fantastici cocktail.
Stasera è la volta di una stupenda Caipirinha e Roberto non si smentisce nella preparazione: è un piacere vederlo al lavoro, quasi creasse ogni volta un'opera d'arte unica. Il bicchiere rock, alto, viene immerso e lavato nel ghiaccio, per renderlo più ricettivo alla miscela. Roberto vi inserisce alcuni spicchi di Lime vero, 2 - 3 cucchiaini di zucchero di canna e comincia a pestare il tutto; quindi aggiunge il ghiaccio, metà a cubetti e metà tritato, completando il tutto con la Cachaca al posto del rum (la Cachaca è un acquavite brasiliana estratta dalle barbabietole da zucchero). Che altro dire....... Il sole tramonta all'orizzonte e noi ci dirigiamo verso la nostra casa mobile Happy Camp per una meritata cena a base di pasta di ricci freschi pescati nell'area di mare antistante il campeggio. Vino bianco ghiacciato.....Che altro desiderare di più.
A fine cena pianifichiamo il prossimo percorso che ci porterà l'indomani nella splendida Erice, 751 metri s.l.m., fondata secondo la leggenda da esuli troiani e dal cui monte si domina tutto il panorama della splendida baia di Trapani.

articolo pubblicato il: 05/09/2011

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