Uno studio ha stabilito che il consumo della marijuana rallenta il flusso sanguigno nel cervello, cosa che potrebbe spiegare i problemi di memoria che affliggono chi ne fa uso.
I sintomi rimangono anche dopo un mese di astinenza. La scoperta degli scienziati Donald Herning e Jean Lud Cadet suggerisce che i consumatori di marijuana presentano arterie piu' strette, simili a quelle riscontrate nei pazienti che soffrono di alta pressione sanguigna e demenza.
Lo studio, promosso dall'Istituto Nazionale dell'Abuso di Droghe di Baltimora, illustra, parzialmente il perche' i problemi di memoria o ragionamento colpiscono i consumatori.
Le analisi si sono basate su un campione di 54 fumatori con un consumovariabile dai 2 ai 350 spinelli alla settimana e 18 persone che non fumavano. Il consumo colpisce inoltre quello che viene chiamato Indice di Pulsazione o P.I., che misura la capacita' di resistenza al flusso sanguigno. I consumatori di marijuana hanno valori di P.I. superiori a coloro che soffrono di pressione cronica e di diabete. Secondo Herning, questi valori migliorano leggermente alla fine di un mese nei fumatori che dichiarano di scendere a 15 - 70 spinelli .
Un altro studio, fatto nell'Universita' McGill di Toronto, ha stabilito che i fumatori di marijuana perdono molecole nelle arterie cerebrali, perdita che pregiudica la loro capacita' di apprendimento.