Gli anni sessanta furono indimenticabili per i giovani di allora per le personalità che si imposero sulla scena internazionale in quegli anni; J. F. Kennedy, papa Giovanni XXIII, Martin Luther King, tanto per citare.
Ma fu John Kennedy a diventare all'indomani del suo assassinio un mito. Il tempo in cui operò fu breve ma abbastanza lungo per consacrarlo alla storia che non si dimentica.
Non oppresso dalle aspettative del padre, che aveva scelto il primogenito John Patrick per la consacrazione della famiglia in campo politico, poté accumulare un ricco bagaglio di esperienze dai numerosi viaggi che compì, assecondare i suoi interessi, cimentarsi nell'attività giornalistica, partecipare alla seconda guerra mondiale e tornare a casa con una ferita, che lo tormentò per tutta la vita.
Quando il 2 agosto 1944 John Patrick cadde in un'azione di guerra, John fu pronto a raccogliere l'eredità del fratello.
Scese in politica imponendosi con uno stile personale, che rompeva gli schemi tradizionali delle strategie utilizzate fino ad allora. Aveva un modo tutto suo di incontrare la gente, di ascoltarla e fare proprie le istanze che da essa scaturivano. Bruciò le tappe. Nel 1946 divenne rappresentante al Congresso del Massachussets , nel 1952 senatore e nel 1960 presidente degli Stati Uniti, a soli quarantatré anni.
Ideò la "Nuova frontiera", ispirata alla completa integrazione razziale, alla conquista dello spazio, ai negoziati economici con i Paesi dell'Occidente. La sua breve permanenza sulla scena politica americana e internazionale fu dirompente. La Baia dei Porci, la crisi di Cuba, il braccio di ferro con Kruscev per lo smantellamento delle basi sovietiche a Cuba, l'apertura all'America latina, la presenza in Vietnam sono alcuni dei fatti che hanno segnato la sua politica internazionale. Nel fronte interno fu enorme lo sforzo di aprire alle minoranze nel solco delle più pure tradizioni democratiche. Molti lo hanno paragonato ad Abramo Lincoln, anche per una serie di incredibili coincidenze per la gioia di appassionati di esoterismo.
La fine di John Fitzgerald Kennedy è ancora avvolta nel mistero, come avvolta nel mistero fu la decisione di essere sepolto con il proiettile conficcato nel polso, e mai rimosso, del governatore del Texas Connally, seduto a fianco del presidente quel fatale 22 novembre 1963 a Dallas.
Quel proiettile, se esaminato, avrebbe potuto aprire nuovi scenari (se fosse risultato non sparato dal Mannlicher Carcano di Lee Hoswald) o, al contrario, mettere fine per sempre a tutte le dietrologie che hanno accompagnato la tragica fine del Presidente più amato.