Pittore intellettuale denuncia oltre un secolo di critica fasulla
Nel libro di Fidolini la parola dei grandi artisti contro quelle degli storici d'arte
"Gli storici dell'arte? Incompetenti. I critici? Distratti, nel migliore dei casi. I curatori dei musei? Pensano solo al mercato". Tra i molti che hanno contestato il pensiero dominante nel campo dell'arte, Marco Fidolini ha un'arma in più: quella di far parlare gli stessi protagonisti. Nel suo libro Fuori registro (pp. 232, euro 15), in uscita a giugno per Polistampa, prende in esame gli scritti di grandi pittori e scultori tra Otto e Novecento, con una tesi precisa: l'artista è l'osservatore privilegiato, spesso l'unico a parlare dei suoi simili con cognizione di causa.
Pittore e incisore in attività dal 1965, con numerose mostre personali e partecipazioni a rassegne nazionali e internazionali, Fidolini ha pubblicato monografie su personalità come Masaccio, Caravaggio, Goya, Van Gogh, e saggi critici come Arte e artificio del 2009 e Un grande mestiere amaro del 2010, mostrando sempre una visione originale e rigorosa, anche se controcorrente. "La storia dell'arte antica e moderna", spiega, "trabocca di autorevoli abbagli, dispute, ripensamenti e contraddizioni". E questo suo libro, dove passa in rassegna figure di primo piano tra cui Cezanne, Gauguin, Matisse e De Chirico, rappresenta una vera e propria storia alternativa, originale e ampiamente documentata, capace di demolire diverse letture convenzionali: quelle per cui, ad esempio, molte opere mediocri di Van Gogh sono poste dalla critica alla pari dei suoi capolavori. Letture a volte frettolose, a volte frutto di clamorosi errori di valutazione, a volte troppo semplicistiche: come scriveva Degas, infatti, "la pittura non è gran che difficile, quando non si sa. Ma quando si sa, allora. è un'altra cosa".
Marco Fidolini
Fuori registro
Gli artisti e la scrittura
L'intero progetto del volume, insieme ad alcuni saggi sparsi, nasce dalla convinzione che la scrittura degli artisti, non sempre gradita dai critici e dagli storici dell'arte - artefici e manutentori autorizzati dell'esegesi - contribuisca a svelare gli snodi delle poetiche e dei registri formali dell'opera d'arte, a dissolvere i fumi e gli arbìtri concettuali, perfino a contrapporre letture alternative a quelle storicizzate e specialistiche. In questa direzione, molte pagine del libro si soffermano sulla scrittura degli artisti nel tentativo di ricomporre gran parte del quadro storico-artistico che va dall'Ottocento al secondo conflitto mondiale. Ed è attraverso le poetiche e le riflessioni degli artisti che si scopre un'altra storia dell'arte, certamente minore e poco nota ma forse altrettanto utile e legittima quanto quella degli specialisti più autorevoli.
articolo pubblicato il: 01/06/2012