il paese non è grande ma nemmeno piccolo. l'aria ottima,
pittoreschi i dintorni, le rovine di Grumento a pochi passi...
arpeggiamenti per tutto che fanno di Viggiano l'Antissa della Lucania
lettera di Giovanni Pascoli a Giosué Carducci, 26 luglio 1884
Non c'è solo l'arpa delle grandi orchestre o dei salotti sfarzosi, ne esiste anche un'altra capace di avvicinarsi alla
sensibilità popolare. È quella che sceglie di ascoltare i racconti degli individui, le loro sofferenze, le loro gioie e la
loro storia. Viggiano, città dell'arpa e della musica situata nel cuore della Val d'Agri, ospita come consuetudine
dall'1 al 5 agosto 2012 la V edizione della "Rassegna dell'Arpa Viggianese". Un evento che celebra la
secolare tradizione arpistica lucana con concerti, workshop, performance artistiche, seminari e aperitivi musicali.
Se in passato la rassegna è stata caratterizzata dall'incontro di stili e sonorità differenti, con artisti provenienti da
tutto il mondo, quest'anno focalizza la sua attenzione sulla tradizione popolare del Sud Italia, ponendo l'accento
su quella matrice folk e ancestrale che è alla base della cultura musicale della Lucania. E così, accanto ad arpisti
di fama internazionale, l'evento diretto da Vincenzo Zitello e organizzato dall'assessorato al Turismo e
Spettacolo del Comune di Viggiano, accoglie le esibizioni di Peppe Barra, Riccardo Tesi, Teresa De Sio
e Hulan. Artisti che nella loro luminosa carriera hanno saputo tramandare musiche, suoni, epoche e umori di
quel prezioso passato che sa proiettarsi senza snaturarsi nel presente, evolvendosi. Con loro, gruppi folcloristici
della Basilicata come Lu Chiccirichi, Laetimusici e Amarimai. Ovviamente grande spazio viene riservato ai
concerti dello strumento principe della rassegna. Ecco in scena allora Cecilia Chailly, il paraguayano Lincoln
Almada, Davide Burani e Dominig Bouchaud. Senza dimenticare le esibizioni degli allievi dell'Orchestra da
Camera e della scuola di Arpa Popolare di Viggiano che rappresentano il fulcro di tutto l'evento. Da anni,
infatti, si tengono corsi rivolti ai giovani musicisti, diretti da Anna Pasetti, Daniela Ippolito e Lincoln
Almada, che suggellano quel legame ancora intatto con la propria storia.
Le prime tracce di arpisti a Viggiano
risalgono, infatti, alla prima metà del 1700. La tradizione è certa e documentata solo nel secolo successivo,
quando il terribile terremoto del 1857 distrusse il paese, che fu ricostruito solo grazie al benessere dei tanti
musicisti girovaghi. I quali, suonando nelle principali città d'Europa e degli Stati Uniti - come testimoniato dai
pastori che imbracciano arpe portative presenti nei presepi del '700 napoletano custoditi nel Museo di San
Martino - inviarono i loro risparmi alle famiglie. Grazie alla musica quindi, Viggiano "trasformò in casa ogni
tugurio" e ogni musicante espresse la gratitudine verso il proprio strumento inserendo nella chiave di volta del
portale il simbolo del suo benessere: l'arpa!
Ho l'arpa al collo, son viggianese, tutta la terra è il mio paese. Come la rondine che lascia il nido passo
cantando di lido in lido: e finchè in seno mi batte il cor, dirò canzoni d'armi e d'amor...
VIGGIANO città dell'arpa e della musica
Non solo la Rassegna dell'Arpa Viggianese. In programma per tutto l'anno attività collaterali, laboratori ed
iniziative speciali. Su tutte quelle della Scuola dell'Arpa popolare diretta da Lincoln Almada, Anna Pasetti e
Daniela Ippolito che partecipa a numerosi festival, concorsi e rassegna nazionali. E ancora, il corso di
liuteria a cura del maestro liutaio Massimo Monti, responsabile della conservazione del Museo degli
strumenti dell'Accademia di Santa Cecilia a Roma.
Nell'ambito delle iniziative volte alla riscoperta e alla valorizzazione della cultura musicale lucana, il Comune di
Viggiano ha progettato la creazione di un "Parco Musicale" che sarà costruito lungo le strade principali del
centro storico ed accompagnerà il visitatore alla scoperta della storia dei musicanti viggianesi.
È in fase di ultimazione, inoltre, la creazione di un Museo - Science Centre nel cuore della Val d'Agri, nella
Villa Sanfelice, con postazioni multimediali e workstation, strumenti per la generazione, trattamento e
ricezione del suono, e sale a tema dedicate alla musica e all'arpa. Entro la fine del 2012 verranno ultimati i
lavori di allestimento del complesso, che diverrà sede permanente della scuola dell'arpa e del laboratorio di
liuteria, oltre a sala d'incisione e sala conferenze.
Ma Viggiano non è solo arpa. Da anni, infatti, si tengono eventi legati al jazz e alla musica classica. Nato nel
1990 il Viggiano Jazz, organizzato dall'omonima associazione e diretto dal compositore, arrangiatore e
direttore d'orchestra Mario Raia, presenta ogni estate concerti e una settimana di seminari. Il Concorso
Internazionale di Flauto "Leonardo De Lorenzo", istituito e tenuto dal maestro Gianluca Petrucci, si
alterna ogni anno, con l'omonimo festival di concerti, una "Settimana Internazionale della cultura Musicale".
Non esiste nessuna località che possa annoverare una tradizione così radicata e consolidata, costituita da un
connubio assolutamente sorprendente tra musica popolare e musica colta. Tra musici di strada e virtuosi
interpreti di orchestra, tra artigiani del legno e liutai raffinati, tra esecutori ad orecchio e compositori eccelsi.
Una cultura musicale che dall'alto delle vette appenniniche seppe irrompere nelle città borboniche,
napoleoniche e asburgiche demolendo quelle immagini che volevano il sud Italia assolutamente arcaico e
barbaro, selvaggio ed anacronistico.
articolo pubblicato il: 03/07/2012