La mia arte e le mie considerazioni sulla vita sono un dono molto personale agli altri, una semplice condivisione dei miei sentimenti e delle mie percezioni. Nella mia produzione artistica, utilizzo una varietà di immagini, impressioni e approcci, per mostrare la pienezza e la complessità della mia esperienza. In tutte le mie opere cerco di unire il colore e la composizione in una piacevole esperienza visiva; in quelle più recenti, ho focalizzato il mio sforzo nel cercare di ritrarre lintenso sentimento di tristezza e di dolore, endemico nella condizione umana. Così parla della sua esperienza estetica e della sua più recente produzione lartista statunitense Robert W. Firestone, maestro della digital painting, a cui è dedicata una bella mostra negli ineguagliabili spazi espositivi del Museo di SantApollonia a Venezia (Ponte della Canonica, a due passi da Piazza San Marco), dove resterà aperta al pubblico fino al 2 novembre.
La mostra, intitolata Adventure of images 2003 propone quarantaquattro tele di medie e grandi dimensioni realizzate negli ultimi due anni; lartista torna a Venezia per la seconda volta dopo che la Fondazione Rodriguez Acosta di Granada gli ha dedicato una importante mostra antologica. Nato a Brooklyn nel 1930 da un medico e da una stilista di successo, ed attivo a Santa Barbara in California, Firestone, molto noto negli Stati Uniti come teorico della psicoterapia ed autore in questo campo di vari libri e documentari didattici, è giunto ad una sua personale cifra espressiva per mezzo di immagini digitali ottenute al computer, conservando tuttavia un forte sentimento della pittura, realizzata con limpressione a getto di colore sulla tela.
Curata da Enzo Di Martino e patrocinata dallAssessorato alla Cultura del Comune di Venezia, lesposizione, attraverso opere inedite per il nostro paese, documenta la straordinaria libertà immaginativa dellartista, che gli consente di affrontare temi visivi che vanno dallastrazione geometrica ed informale al ritratto, dal paesaggio reinventato alla sovrapposizione di elementi figurativi; esprimendo per tale via un nuovo ed interessante linguaggio formale nel quale convivono la sensibilità della mano dellartista e lelettronica.
Il catalogo, edito dalla Galleria Ravagnan di Venezia, oltre alla presentazione del curatore e ad una dichiarazione dellartista, contiene un interessante testo di Gabriella B. Fanning, in cui tra laltro sostiene che larte di Firestone visivamente e tecnicamente sfaccettata, è un complesso, un ibrido impegnativo di mezzi, stili e concetti che è nello stesso momento tempestivo e senza tempo nella sua originalità.
Risalgono allinizio degli anni 50 le prime prove pittoriche di Firestone, che realizza una serie di paesaggi visti nel corso dei suoi viaggi ed una serie di ritratti di amici, pazienti e colleghi con uno stile che si potrebbe definire di espressionismo umanitario. Successivamente la sua intensa attività espressiva accanto a quella scientifica, che ha continuamente alimentato la sua produzione artistica ha trovato un suo originale linguaggio comunicativo nellelettronica, approdando, attraverso una magistrale padronanza del mezzo ad una piena maturità artistica, confermata da importanti riscontri critici e da unintensa attività espositiva.
Nel suo lavoro artistico Firestone utilizza consapevolmente le grandi lezioni storiche a lui più vicine, sia da un punto di vista strettamente formale che emozionale, convinto che larte nasce dalla storia dellarte, evocando per i suoi ritratti lopera di Chuck Close, mentre certe sue deformazioni ricordano Sam Francis; né sono estranee al suo geometrismo le suggestioni di Barnett Newman, ai suoi ritratti le esperienze formali di Andy Warol e alle indagini sul corpo femminile le reminiscenze delle fotografie di Man Ray. Ma i riferimenti formali e i rimandi culturali non sono altro, per lartista, che gli ingredienti che concorrono a configurare nellinsieme il progetto visivo di vivere e manifestare la propria personale ed affascinante visione dellarte.
Ci dice ancora Firestone: Come artista, ho cercato di vivere una vita creativa, cercando e desiderando il senso della vita e la bellezza. Lavorando con il computer come uno strumento creativo, ho provato ad inventare qualcosa di sensibile e bello usando una macchina di per sé insensibile; come tutte le scoperte tecnologiche delluomo, il computer è stato usato sia per le buone che per le cattive macchinazioni. Gli esiti della sua pittura digitale sono estremamente ricchi di cultura, di fantasia, di sollecitazioni e provocazioni, da coinvolgere losservatore in un accattivante gioco che fa riemergere dalle pieghe più nascoste della sua memoria vita vissuta, esperienze culturali, mondi visivi, emozioni.