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taccuino di viaggio
"Nel deserto algerino"

Spedizione in tenda e fuoristrada nell'Hoggar e Tassili N'Ajjer 8° giorno

di Sergio Gigliati

Spedizione in tenda e fuoristrada nell'Hoggar e Tassili N'Ajjer. 8° giorno
Alla scoperta delle meraviglie del deserto algerino, ai confini del mondo, dove inizia il nulla e si ha sempre l'impressione di essere in altre dimensioni. Tra dune e deserto, oasi e montagne, animali allo stato brado e piante spesso poco conosciute, con gli abitanti e padroni di questa parte del modo: i tuareg.
Continua il diario di viaggio della spedizione effettuata in tenda e fuoristrada nell'Hoggar e Tassili N'Ajjer : 8° giorno -Erg Admer - Essendilene
Sveglia come sempre alle 5:30.
Partiamo alle 7:30. Oggi è il 1° maggio, festa dei lavoratori. Ci penso mentre attraversiamo le dune dell'Erg Admer in direzione est. Questo Erg è tutto composto da dune e divide i due Tassili. Nella sua parte stretta è largo 50 km ed ha una lunghezza di oltre 200 km procedendo verso Tikebauine. Paolo legge tutto il tempo un libro di avventure sul mare di O' Brian e si perde questo sensazionale paesaggio: contento lui......
Ci fermiamo su un paleo suolo per una breve passeggiata. Dopo alcuni kilometri incrociamo di nuova una nostra vecchia conoscenza: la Route 3 che taglia lo Wadi ed arriva ad Algeri dopo un percorso di circa 2700 km. Da qui ne mancano solo 2190....
Incrociamo tre jeep della polizia che procedono a ventaglio sul deserto alla ricerca di clandestini. Sono le 10 quando lasciamo la A3 in direzione Tikebauine. Sulla strada vediamo tre tombe di cui una appartenente ad un Marabut (una specie di santo per gli islamici). Sosta presso una formazione rocciosa enorme a forma di elefante: sensazionale. Ci addentriamo all'interno degli Wadi laterali rocciosi per vedere la Guelta di Tuja.
La Guelta si trova all'interno di uno uadi roccioso il cui accesso è un po' complicato perché è tutto un saliscendi su terreno accidentato; la pozza d'acqua è molto suggestiva con una bella vegetazione intorno. Mi diverto a scalare le pareti interne e a farmi fotografare. Pausa pranzo con solita insalata. Oggi è l'ultimo giorno che stiamo insieme al gruppo di Milano: rientrano in Italia un giorno prima perché avevano fatto un viaggio di una sola settimana con un'altra agenzia. Alle 14 ci dividiamo: El Kher li accompagna a Djanet mentre noi proseguiamo con Djaba, Gianna e il camion appoggio verso Essendilene. Attraversiamo lo Wadi Ell sulla Route 3 che percorriamo per circa 5 km prima di lasciarla alle nostre spalle. Incrociamo una piccola carovana di cammelli con un Tuareg: Djaba ci si ferma a fare due chiacchiere. Qui è sempre così, gli incontri non sono così frequenti e poter parlare con qualcuno semplicemente solo per avere qualche notizia è una prassi ricorrente.
Arriviamo nel primo pomeriggio alla Guelta di Essendilene. Qui vivono alcuni Tuareg stanziali le cui capanne e tende sono visibili all'imbocco dello stretto Wadi che conduce alla Guelta. Per arrivare alla pozza d'acqua percorriamo lo Wadi per circa un'ora a piedi. Il percorso si snoda attraverso una serie di oleandri in fiore, canne e tanta vegetazione. Piccole polle d'acqua lungo il tragitto ci evidenziano la presenza di questo prezioso elemento. La Guelta e meravigliosa, incastonata nelle rocce con acque trasparenti e di un colore blu cobalto come la scesh (il copricapo) dei Tuareg; nella parte centrale il blu intenso indica la sua dignitosa profondità di oltre 6 m. L'acqua è potabile, anche se Gianna non perde l'occasione di sporcarla un po' facendo un rinfrescante pediluvio.
Al ritorno (un'altra ora di marcia) abbiamo un piccolo incontro con una famiglia di procavie, una sorta di piccoli animali simili a marmotte che sono comuni in queste zone. Ce ne sono una decina che ci osservano con la loro testolina che sbucano dall'alto di alcune rocce ad una decina di metri da noi: sono divertentissimi. Al rientro in campo è pronto. Vi troviamo tre Tuareg, due adulti e un bambino al quale Djaba ha regalato alcune penne. Sono padre, figlio e nonno con i quali dividiamo il famoso tè Tuareg. Il nonno, Bohanni, è il più anziano della zona. Le donne sono fuori con le capre.
Paolo si propone di preparare un aperitivo a base di olive, acciughe e aglio. Il divertente è che a me non piace l'aglio, a Gianna non piacciono le acciughe e a Mariarosa non piacciono le olive: povero Paolo, che disastro. Prepariamo il nostro ultimo campo tendato per la notte; domani sarà una lunga giornata. Incredibile: nella ghelta incontriamo un tuareg che sta facendo da guida a due turiste cinesi. Com'è piccolo il mondo.
Oggi abbiamo percorso 115 chilometri

articolo pubblicato il: 02/11/2012

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