In Inghilterra la legge non proibisce in forma manifesta il furto di organi umani da parte di ospedali e cliniche universitarie, nonostante che nel 2001 il Ministro Alan Milburn avesse promesso ufficialmente che avrebbe presentato emendamenti restrittivi alle disposizioni esistenti.
L'unica novità sta nel fatto che il Servizio Sanitario Nazionale ha fatto presente agli ospedali che non è corretto estrarre organi senza permesso delle famiglie dei deceduti (o espressa volontà manifestata dai pazienti prima di morire).
Secondo uno studio condotto da una commissione del Ministero della Sanità inglese, negli ospedali del Regno Unito si troverebbero non meno di 24mila cervelli espiantati senza l'autorizzazione delle famiglie, ma già ai tempi del predecessore del Ministro Milburn, Frank Dobson, era stato reso noto un documento in cui era scritto che in Inghilterra sono immagazzinati più di centomila organi, la maggior parte dei quali in ospedali collegati alle facoltà di Medicina.
La cifra dovrebbe essere in realtà di gran lunga maggiore, perché, da quando sono iniziate le indagini, i responsabili di una trentina di istituti sanitari hanno provveduto a disfarsi delle proprie "collezioni", mediante incinerazione.
Non mancano, però, coloro che affermano che le collezioni anatomo-patologiche sono necessarie al progresso della medicina, perché permettono di studiare gli organi, scoprire nuovi farmaci, migliorare le tecniche chirurgiche.