Alberto Spadolini (Ancona 19 dicembre 1907 - Parigi 17 dicembre 1972) è stato definito da Anton Giulio Bragaglia: " ... un uomo sorretto dai segreti!" I riflettori l'hanno accompagnato per mezzo secolo nei teatri, nei cinema, nei cabaret, nelle gallerie d'arte, nella vita privata. Eppure, di tutto questo, racconta ben poco alla madre e alle sorelle che nel dopoguerra visita regolarmente ogni anno. Solo il casuale ritrovamento del suo archivio ha permesso di ricostruirne le gesta.
Spadolini inizia la sua attività come aiuto-scenografo e pittore al Teatro degli Indipendenti, luogo privilegiato dalle avanguardie artistiche italiane, accanto a De Chirico e Marinetti. Alla fine degli anni '20 il Teatro chiude i battenti sia a causa di gravi problemi finanziari che per ordine di Benito Mussolini che mal sopporta quel branco di giovinastri che l'hanno soprannominato "il violinista". Nel 1931 ritroviamo l'artista italiano sulla Costa Azzurra: sporco di vernice, madido di sudore, dipinge scenografie in una sala da ballo quando all'improvviso è posseduto dal dio della Danza. Abbandonati pennelli e tavolozza egli diventa "Premier Danseur de l'Opéra de Monte Carlo", osannato come il nuovo Nijisky, si esibisce con Serge Lifar, fa ingelosire Pablo Picasso, fugge con la moglie di Jean Renoir, ma non disdegna d'apparire in spettacoli di beneficenza a favore dei Garibaldini delle Argonne, dei Mutilati e delle Croci di Guerra.
A pretendere Spadolini nel Music-Hall è la cantante e ballerina Mistinguett (1872 - 1956). Nel corso di una danza 'carioca' la celebre Miss sta per cadere, ma viene 'presa al volo' da Spadò, come ora viene soprannominato dagli amici parigini. E lei, che non dimentica quel nobile gesto, nel dopoguerra sarà la madrina della sua prima mostra di pittura alla Galerie de l'Elysée-Palace di Parigi. Mistinguett entra nei servizi segreti francesi durante la 1° Guerra Mondiale allorché il suo amato Maurice Chevalier viene ferito al fronte e fatto prigioniero dai Tedeschi. Eroicamente compie una serie di viaggi all'estero, strappa preziose informazioni al Principe Tedesco Gottfried-Hohenlohe, al nostro Re Vittorio Emanuele III, riuscendo infine a liberare il bel Maurice grazie all'intervento del Re di Spagna Alfonso XIII.
Ma a rendere celebre Spadolini sono le esibizioni al Casinò de Paris con la ballerina e cantante di colore Joséphine Baker (1906 - 1975), con cui ha una burrascosa avventura sentimentale: "Parigi si ricorda ancora di quella notte in cui ha scoperto Spadolini. Era in una rivista di Joséphine Baker. Sulla musica del 'Matrimonio segreto' di Cimarosa, nella scenografia di stile cinese uscì, sembrò da una tela del XVIII° secolo, Alberto con Joséphine vestita da marchesa creola. Visione meravigliosa che provocò l'entusiasmo di Parigi." La stessa Joséphine Baker ci racconta la sua guerra segreta: arruolata dai servizi segreti francesi, viene incaricata di trasportare informazioni di vitale importanza trascritte ad inchiostro simpatico sugli spartiti musicali. "... avrebbe portato in Portogallo tutte le informazioni raccolte sull'esercito tedesco nell'ovest della Francia, sulle basi aeree, sui porti, sui mezzi da sbarco in previsione di un eventuale attacco a Gibilterra ... e sullo sbarco previsto nel novembre del 1940 di agenti dell'Abwehr II sulla costa gallese."
Anche Spadolini è coinvolto nella Resistenza antinazista. In un articolo pubblicato nel 2007, Jean-François Crance ricorda "... la sua guerra generosa, pericolosa, incosciente!" Spadò si esibisce a Berlino dal settembre 1940 al febbraio 1941. Egli incarna il 'dio della Guerra' nell'operetta "Die Lustige Witwe", in occasione del 70° compleanno di Franz Lehar, di fronte ad Adolf Hitler ed ai massimi gerarchi nazisti. Allo spettacolo partecipa anche il cantante Johannes Heesters, vittima di un terribile scherzo: quando la sua casa viene bombardata dalla RAF, senza molte spiegazioni gli amici lo mandano a dormire nel mitico Salon Kitty, 'raffinato bordello' posto sotto la diretta sorveglianza della Gestapo. Non è certo per distrazione che Spadolini evita l'accusa di collaborazionismo per essersi esibito nella Germania nazista. A differenza di Serge Lifar, che alla liberazione è cacciato dalla direzione del Balletto de l'Opéra, l'artista italiano è trattato con tutti gli onori, ed al termine della guerra riprende i suoi spettacoli al Palais de Chaillot, le sue esposizioni al "Cercle de l'Union Française", concede interviste a giornali nati dalla Resistenza: "Spadolini viene comunemente chiamato l'Apollo della danza. Lui ha conquistato il pubblico di Parigi, di New York e le grandi città del Sud America. La sua casa si trova a Montmartre. Per allenarsi, le autorità francesi, gli hanno concesso l'uso del Palais de Chaillot lungo la Senna vicino alla Torre Eiffel. Dopo che Serge Lifar, sotto l'occupazione tedesca della Francia, ha ballato per le truppe di Hitler, compromettendosi agli occhi dei patrioti francesi, Spadolini è ora considerato il numero 1 ..."
In un'intervista il nobile russo Alex Wolfson rivela che durante la seconda guerra mondiale Spadolini frequenta a Stoccolma il signor Yves Gyldén. Ma è solo con la pubblicazione del volume "Codici cifrati" (2005), che comprendiamo il ruolo giocato da questo misterioso personaggio: nato da padre svedese e da madre francese, egli passa molti anni in Francia dove si occupa con passione di 'codici segreti'. Tornato in Svezia il signor Gyldén prosegue nei suoi studi sulla decifrazione dei codici finché nell'autunno del 1939 viene chiamato a dirigere il gruppo di crittoanalisti che hanno il compito di svelare il codice diplomatico francese. Ed è questo il motivo che porta Spadolini ad esibirsi al "China Theater" di Stoccolma nel 1941. La sua partner è Betty Bjurstrom (1923 - 2001), splendida ballerina svedese che nel 1948 conquista il primo titolo di Miss Europa, titolo che le viene tolto quando si scopre che è sposata. Pochi mesi dopo Betty sarà costretta su di una sedia a rotelle da quattro colpi di pistola esplosi dal marito Renato Senise. Sulle pagine del 'Corriere della Sera' il giornalista Ennio Caretto racconta che per ordine dell'OSS, la storia di Senise è rimasta segreta fino alla primavera del 2001: "Doveva essere l'arma segreta di Washington, invece si rivelò la più grande sconfitta delle spie americane. Renato Senise, nipote del capo dell' Ovra, la polizia politica di Mussolini, si offrì invano ai servizi inglesi. Bigamo, inseguito dalle amanti, fu arruolato invece dai tedeschi per conto dei quali nell'estate 1943 contattò gli agenti americani a Stoccolma. Nome in codice 'Philip Morris', fornì centinaia di pagine d'informazioni inutili agli Usa, facendole pagare a peso d'oro. Ma gli svedesi lo arrestarono per truffa e poco dopo
scappò.
A questo punto tra gli americani nacquero i primi sospetti. Catturato a Roma nel '46, Senise dapprima compì una fuga rocambolesca, poi fu ripreso e passò in cella qualche mese. L'OSS accertò che non aveva causato molti danni e lo lasciò perdere. Solo quando Senise fu nuovamente arrestato a Parigi per avere sparato a una delle mogli (Betty Bjurstrom), si decise di chiudere il capitolo. 'Non vogliamo più sentirne parlare' dice l' ultima annotazione sul suo dossier" . Per poter aiutare Betty Bjurstrom, che non potrà mai più danzare, Spadolini organizza una vendita dei suoi dipinti alla Galleria Latina di Stoccolma.
Nel dopoguerra Spadolini si lega sentimentalmente con la contessa Yvette de Marguerie (1913 - 1999), ballerina e attrice nel cinema muto, proprietaria del Castello di Brignac (Seiches-sur-le-Loir), membro attivo del 'Mouvement National des Croix de Lorraine', l'associazione antinazista di Charles De Gaule. In questo piccolo Castello di provincia si avvicendano importanti personaggi dell'aristocrazia e della politica internazionale fra cui il principe russo Felix Yussupov e la principessa Irina, il Duca e la Duchessa di Windsor, il Presidente del Consiglio Giovanni Spadolini (lontano parente di Spadò), André Malraux uno dei grandi intellettuali francesi, più volte Ministro e uomo di fiducia di De Gaulle ... La migliore amica di Yvette e di Alberto è madame Jeanne Mazac "... nel 1921 è addetta al 'Cabinet Militaire de l'Ecole Supérieure de Guerre' ... I rapporti che lei avrà con i membri della Resistenza rischieranno, più volte, di farla arrestare ... Le sono state concesse le più importanti onorificenze: Légion d'Honneur, Mérite National ... "
Recentemente sono giunte dalla Francia alcune immagini fotografiche scattate poco prima della morte di Alberto Spadolini. Egli si atteggia, quasi per gioco, nel ruolo di ... spia. Nella prima fotografia è abbigliato alla Lawrence d'Arabia con lunga veste bianca ed occhiali scuri. Nella seconda, agghindato con un elegante completo, propone uno sguardo fra l'eroico e l'ironico. Nella terza si appresta ad aprire una porta, il viso è nascosto ancora una volta da torbidi occhiali scuri ... Con Spadolini nulla avviene per caso! Il primo a sospettare che egli faccia parte dei servizi segreti è l'amico anconetano Gino Mei. Infatti rientrato in Italia nel dopoguerra, l'artista evita di raccontare i suoi successi professionali: danzatore prediletto da Marlène Dietrich e da Cécile Sorel, coreografo apprezzato da Maurice Ravel e da Paul Valery, pittore ammirato da Jean Cocteau e da Max Jacob, attore con Jean Marais e Jean Gabin, adattatore dei dialoghi per la London Film (il film "The tales of Hoffmann" con Massine e la Tchérina è premiato al Festival di Cannes del 1951), regista e sceneggiatore di cortometraggi con Carmen Amaya, Django Reinhardt, Suzy Solidor; infine cantante, scultore, illustratore, restauratore, giornalista ... uno dei più eclettici personaggi del XX° secolo.
Al Palais de Chaillot di Parigi egli si esibisce con una eccezionale danzatrice esotica, la principessa kurda Leila Bederkhan. Come ricorda il New York Times, una serie di omicidi e varie morti misteriose hanno fatto di Leila l'ultima erede della dinastia Bederkhan. Proprio a causa delle sue danze religiose, che secondo alcuni fanatici rappresentano una vera e propria profanazione, Leila riceve minacce di morte da Istanbul, dal Cairo e dal Kurdistan. Spadò viaggia instancabile attraverso Europa, America, Asia, Africa ... Quasi ogni anno l'artista, che parla una decina di lingue fra cui l'arabo, si reca ad Orano in Algeria, dove conta numerose amicizie. In Svezia è accolto con grande calore tanto da essere considerato pittore svedese; al vernissage per la mostra di pittura all'Oscarsteatern di Stoccolma del 1948 partecipano le stelle del teatro svedese; inoltre espone a Malmoe e fino al 1972 alla Bohmans Konstgalleri di Stoccolma.
L'artista è in Viet-Nam nel marzo 1954, proprio nei giorni della battaglia di Dien-Bien-Fu, testimone dell'epico scontro fra l'Esercito Francese ed i comunisti del Generale Giap. Alcune pubblicità collocano Spadolini a Saigon il 10 aprile 1954 per uno spettacolo di danza e sempre a Saigon espone i suoi dipinti il 12 maggio 1954. Il prof. Philip Kearney riferisce di un incontro avvenuto presso l'Ambasciata degli Stati Uniti d'America a Saigon fra Alberto Spadolini ed i suoi genitori Daniel ed Helen Kearney, incaricati di allestire un progetto di cooperazione e sviluppo in Viet-Nam. Numerose le conoscenze di Spadolini nel mondo diplomatico: al vernissage organizzato nel 1955 in occasione della mostra di pittura patrocinata dall'amico principe Felix Yussupov alla "Galerie Bradtké" di Luxembourg, partecipano Pierre-Alfred Saffroy, Ambasciatore Plenipotenziario di Francia, ed i rappresentanti delle Legazioni degli Stati Uniti d'America, della Gran Bretagna e dell'Italia. Fra i dipinti esposti alcuni sono ispirati al Saddler Well's Ballet di Margot Fonteyn (1919 - 1991).
Documenti segreti recentemente declassificati, conservati negli archivi britannici, rivelano che la ballerina, a lungo compagna di Rudolf Nureyev, venne arruolata da Fidel Castro per abbattere il governo panamense. Arrestata passò solo qualche giorno in prigione, si dice trattata come una regina. Il pittore Spadolini ha una particolare venerazione per i Balletti del Teatro Bolchoi e del Teatro Kirov, sottoposti nel corso della 'guerra fredda' ad una agghiacciante sorveglianza da parte 5° Dipartimento del KGB sovietico, costringendo ad una fuga in occidente di artisti del calibro di Rudolph Nureyev, Natalia Makarova, Michail Barysnikov ...
Chi non ha abbandonato il proprio paese è Maya Plisetskaya, Prima ballerina del Bolchoi. Uno dei suoi grandi ammiratori è Bob Kenneky, candidato alla Presidenza degli Stati Uniti dopo la morte del fratello, il quale accorreva ad ogni sua esibizione americana. Come racconta la stessa Plisetskaya, ciò non sfugge al KGB che tenta di coinvolgerla in una squallida storia di spionaggio. Tuttavia, proprio a causa dei troppo zelanti agenti sovietici che li pedinano ovunque, la relazione fra il giovane Kennedy e la ballerina non andò mai oltre una tenera amicizia.
Le luci, le amicizie elette non hanno mai corrotto Alberto Spadolini, e si può ben dire che l'amore profondo, l'onestà e la generosità sono i suoi più importanti valori. Oltre a prestare il proprio aiuto come volontario all'Hôpital de l'Hotel-Dieu di Parigi, ha aiutato tantissimi amici in difficoltà. Come Alex ebreo di origine russa da lui nascosto durante l'occupazione nazista; o come Duilio, il ragazzo povero e ammalato da lui cresciuto come un figlio; o come Betti, la ballerina svedese costretta su di una sedia a rotelle ...
(per gentile concessione del sito www.albertospadolini.it)
articolo pubblicato il: 06/12/2012