Un titolo evocativo quanto rivelatore quello scelto per la grande
mostra personale di Franco Guerzoni: "La parete dimenticata". L'esposizione verrà
ospitata nelle suggestive stanze dell'Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti, e aprirà al
pubblico il 28 febbraio 2013, per terminare il 7 aprile.
Oltre 30 opere esposte, che si concentreranno in particolare sui risultati dell'ultimo
decennio dell'esperienza dell'artista (che curerà personalmente l'allestimento), con lavori
che hanno aggiunto un nuovo e corposo capitolo al ricco e variegato romanzo per figure
che Guerzoni ha via via creato sui temi dell'usura del tempo, delle rovine, delle
archeologie, delle tracce della memoria. Ma a dare i caratteri dell'eccezionalità all'evento,
sarà il fatto che alle recenti creazioni verrà accostata una selezione di opere storiche
risalenti agli anni Settanta, quando nel clima del concettualismo allora imperante, Guerzoni
ricorreva nel suo lavoro all'utilizzo di fotografie.
Guerzoni, nato nel 1948 a Modena (dove vive e lavora ancora oggi), vive infatti fin da
giovanissimo in un contesto di forte influenza concettuale e di intenso scambio di idee con
artisti quali Vaccari, Parmiggiani, Della Casa, Cremaschi, Ghirri. Entra fin da subito nel
panorama nazionale con importanti esposizioni: risale al '73 la sua prima personale, a
Bologna, curata da Renato Barilli. Negli anni immediatamente successivi continua un
importante ciclo espositivo, affermandosi sempre più. Alla fine degli anni '80 approda a
una ricerca sulla superficie intesa come profondità, che dà luogo a grandi cicli di opere
quali Decorazioni e rovine, presentato alla Biennale di Venezia del '90. Dopodiché arrivano
retrospettive e personali in decine di Musei e Gallerie tra le più importanti in Italia.
La mostra di palazzo Pitti, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e
curata da Pier Giovanni Castagnoli e Fabrizio D'Amico, darà vita a molteplici suggestioni di
lettura, utili ad indagare opere e tempi, e con esse, la certificazione di una continuità di
ispirazione e di propositi che lega tenacemente tra loro stagioni di ricerca assai lontane,
nel nome di una saldissima identità poetica.
«Questa esposizione - dice Castagnoli - evidenzia ed esalta, nella sua brevità, il nocciolo
fondante e più tenacemente resistente della visione dell'autore e la sua singolarità: l'arte
come restituzione di memoria che produce e avvalora il presente, e l'esercizio della pittura
come scavo e rivelazione del corpo attivo della superficie, nella sua inesauribile facoltà
generativa».
Accompagnerà l'esposizione, come catalogo, un volume edito da Skira,che conterrà, oltre
agli scritti dei curatori e testi dell'artista, le riproduzioni delle opere in mostra e un ricco
repertorio di immagini documentanti il lavoro di Guerzoni.
Franco Guerzoni, "La parete dimenticata"
Firenze,
Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, 28/2-7/4/2013
articolo pubblicato il: 06/12/2012