tre terzi
3
Sacrificio Tumulto Costellazioni
3
opere di
ANTONIO BIASIUCCI
dal 13 dicembre 2012 al 17 febbraio 2013
Palazzo Poli, via Poli, 54
12 dicembre 2012 ore 17,30
INAUGURAZIONE
Il 12 dicembre 2012 si inaugura, nelle sale espositive di Palazzo Poli, la mostra curata
dall'Istituto Nazionale per la Grafica e dedicata all'opera di Antonio Biasiucci, che
nel corso dell'ultimo trentennio ha condotto una delle più significative e originali
esperienze della ricerca fotografica italiana, rappresentandone attualmente una delle
più alte espressioni.
La mostra si propone al pubblico come occasione particolare di conoscenza del
percorso interiore e artistico di Biasiucci e delle ricerche iconiche ed espressive che, a
partire dai primi anni Ottanta, lo hanno condotto da un'indagine sulle proprie radici e
sulla memoria personale, a quelle sulle origini dell'esistenza, sulla storia e
sull'inesorabile destino dell'umanità.
L'origine e la catastrofe, il dono e il sacrificio, la vita e la morte, la luce e l'ombra,
sono così riproposti nelle immagini in mostra quali temi fondanti della poetica di
Biasiucci, e ricorrenti nei vari cicli da lui realizzati, da Vapori a Magma, dalle Madri
a Res e agli Ex voto, fino ai più recenti Volti e Pani.
Temi intorno ai quali, con coerenza progettuale e rigore concettuale, si è svolta in
questi anni la ricerca dell'artista, declinata nel tempo attraverso l'analisi e la
rappresentazione di soggetti diversi (vacche, pani, vulcani, madri, teschi, pietre, volti,
ex voto, ecc.) che, al di là della centralità che rivestono nell'ambito della cultura
dell'Italia meridionale e nella ritualità del mondo contadino, sono assunti da Biasiucci
come elementi primari dell'esistenza e per i valori universali che esprimono,
rimandando più in generale a miti e ad archetipi primordiali. Un nuovo progetto, per
una diversa - e come sempre rinnovata - lettura e presentazione delle immagini,
poste in relazione e collocate nello spazio in una inedita serie di installazioni che
generano ulteriori riflessioni, di carattere esistenziale, sul mistero della creazione e
della continua trasformazione degli esseri, sulla storia e la condizione umana.
In "tre terzi" - quante sono le sale espositive in cui si sviluppa la mostra -, in tre
"stanze" - come in altre esposizioni di Biasiucci (da Il filo di Arianna, 1993 a La
Casa Madre, 2012) -, il lavoro dell'artista - il suo viaggio attraverso le profondità e
le tracce indelebili della memoria - è ripensato e rielaborato in un nuovo site-specific,
reinterpretato dall'artista stesso secondo quel processo creativo che è alla base di ogni
sua nuova proposta e che si fonda sul modello di "laboratorio" mutuato dalle
esperienze teatrali condotte, tra il 1987 e il 1993, con il suo unico vero maestro,
Antonio Neiwiller. E il rimando al teatro, come alla letteratura, alla poesia e alla
musica, è implicito in questa stessa 'partitura', che non è semplicemente di ordine
spaziale e formale, ma autenticamente mentale: un'organizzazione, una sorta di
allestimento scenico, che corrisponde a un senso e impone un ritmo e un tempo alla
lettura unitaria dell'opera.
La necessità e l'urgenza di ritornare sui propri soggetti, di far rivivere i propri lavori
in una "reiterazione dell'azione" - proprio come nel trascorrere ciclico della natura e
delle cose - determina, nell'opera di Biasiucci, come negli spettacoli di Neiwiller,
quel processo di riduzione e scarnificazione che purifica le immagini, liberandole di
ogni contenuto superfluo, trasformandole in visioni essenziali che, seppure spinte
fino al limite dell'astrazione, non si mostrano mai come figure e forme
autoreferenziali, ma si offrono allo spettatore come pure epifanie, rivelatrici del
mondo e dei misteri che si celano dietro di esso. Come appare manifestamente anche
nell'ultimo lavoro dell'artista, nel prelievo ed esposizione di una serie di lastre
fotografiche (altri Volti) risalenti all'attività del padre, professionista fotografo a
Dragoni, recentemente riemerse e qui riproposte quali presenze tangibili dell'eterno
ritorno alla vita.
Un lavoro, quello di Biasiucci, che coniuga l'articolazione e la necessità della
comunicazione di un pensiero attraverso un linguaggio, quello fotografico, che a sua
volta si manifesta e sembra svelare la sua origine e specifica natura, attraverso la
materia e la forma stessa delle opere, in una sorta di procedimento tautologico, o
meglio nel continuo rimando metaforico - ex voto, come antiche lastre fotografiche o
dagherrotipie; la magica apparizione di volti in un ambiente completamente al buio,
come la rivelazione nel procedimento in Camera oscura - che l'artista (ma Biasiucci
è geneticamente e ostinatamente di madre lingua 'fotografo') opera nelle sue
installazioni.
ANTONIO BIASIUCCI nasce a Dragoni (Caserta) nel 1961. Nel 1980 si trasferisce
a Napoli, dove comincia un lavoro sugli spazi delle periferie urbane e
contemporaneamente una ricerca sulla memoria personale, fotografando riti, ambienti
e persone del paese nativo. Nel 1984 inizia una collaborazione con l'Osservatorio
Vesuviano, svolgendo un ampio lavoro sui vulcani attivi in Italia. Nel 1987 conosce
Antonio Neiwiller, attore e regista di teatro: con lui nasce un rapporto di
collaborazione che durerà fino al 1993, anno della sua scomparsa. Fin dagli inizi la
sua ricerca si radica nei temi della cultura del Sud e si trasforma, in anni recenti, in un
viaggio dentro gli elementi primari dell'esistenza.
Nel 1992 vince ad Arles il premio "European Kodak Panorama"; nel 2005 il
"Kraszna/Krausz Photography Book Awards", per la pubblicazione del volume Res.
Lo stato delle cose (2004); nello stesso anno il "Premio Bastianelli".
Numerosissime le mostre personali e le partecipazioni a mostre collettive, a festival e
rassegne nazionali e internazionali.
Sue opere sono conservate in diverse collezioni di musei e istituzioni, in Italia e
all'estero, tra cui: MAXXI, Roma; Bibliothèque Nationale de France, Parigi;
Departamento de investigacion y documentacion de la Cultura Audiovisual, Pebla,
Messico; Centre de la Photographie, Ginevra; Maison Européenne de la
Photographie, Parigi, Fondazione Banca del Gottardo, Lugano; Galleria Civica di
Modena; Fondazione Banco di Napoli; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per
l'Arte Contemporanea, Guarene (Cuneo); PAN Palazzo delle Arti, Napoli; MADREMuseo
d'Arte Contemporanea Donna Regina, Napoli.
L'Istituto Nazionale per la Grafica conserva l'intera serie di 65 immagini dell'opera
Res. Lo stato delle cose, acquisita nel 2002.
Principali pubblicazioni:
Dove non è mai sera, Milano 1984; Cenere, Napoli 1988; Vapori, Napoli 1989;
Stazioni, Napoli 1991; Il filo di Arianna, Napoli 1993; Corpus, Udine 1995; Magma,
Milano e Arles 1998; Vacche, Roma 2000; Res. Lo stato delle cose, Roma 2004;
Mario Giacomelli e Antonio Biasiucci. Due fotografi di terra, Milano 2005; Ex voto,
Roma 2007; Cantiere Rione Terra, Roma 2010; Dei volti /Dei pani, Roma 2011; La
casa madre. Biasiucci e Paladino, Torino 2012.
Notizie utili
Sede Roma, Istituto Nazionale per la Grafica
Palazzo Poli
via Poli 54 (Fontana di Trevi)
Date 13 dicembre 2012 - 17 febbraio 2013
Ingresso libero
Orario martedì - domenica, ore 10.00 -19.00
chiusura settimanale: lunedì
il 25 dicembre 2012 ed il 1 gennaio 2013, ore 13,00 - 19,00
Catalogo Peliti Associati, Roma
Testi di Flavio Arensi, Maria Francesca Bonetti, Maurizio
Braucci, Eduardo Cicelyn, Stefano De Matteis, Goffredo Fofi,
Maria Antonella Fusco
articolo pubblicato il: 06/12/2012