Il presidente del Consiglio dimissionario, Mario Monti ha deciso di buttarsi in politica e quindi sarà protagonista insieme con Bersani, Berlusconi e il barbuto comico Grillo delle vicinissime elezioni politiche. Monti probabilmente non si presenterà candidato alla Camera (dovrebbe rinunciare alla carica di senatore a vita e forse non ci pensa nemmeno) ma ha già dato la benedizione ad un conglomerato di partiti autonominatisi "moderati" tanto da ricevere subito l'approvazione di alcuni cardinali della Chiesa di Roma. Staremo a vedere cosa accadrà nelle prossime settimane di campagna elettorale, per ora si sa solo che nelle sue liste compariranno anche alcuni ministri del suo governo di tecnici nonché nomi come Casini e Fini con l'aggiunta di Montezemolo. Come "moderati" almeno riguardo alle tasse non c'è male: il ceto medio nostrano, già stremato dalla cura Monti ( è di questi giorni la notizia che anche i pensionati oltre i millequattrocento euro mensili, che non sono certo pensioni d'oro, non avranno la perequazione del 3 per cento prevista giustamente per gli altri) farà salti gioia, non c'è dubbio.
Vedremo come Monti giustificherà la "pressione" fiscale moderata. Berlusconi e Bersani non hanno preso bene l'ingresso montiano in politica. Certo il raggruppamento sembra forte, ha l'appoggio di una parte della Chiesa, viene visto bene in Europa, c'è anche un grande rappresentante della FIAT com'è il presidente della Ferrari: cosa vogliamo di più? Che le sue auto prestigiose - nonostante la clamorosa sconfitta nell'ultimo campionato di Formula Uno - costino un po' meno, un prezzo alla portata di tutti i moderati d'Italia.
articolo pubblicato il: 29/12/2012