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fonti energetiche alternative
di Manlio Morandi

Ultimamente il professor Rubbia ha dichiarato che il progetto Archimede, di cui abbiamo dato notizia in un precedente numero della "Folla", permette, con un solo metro quadrato di pannelli di risparmiare, in un anno, un barile di petrolio. Energia pulita, che si rinnova giornalmente con il sorgere del sole e che immagazzina calore per mesi e mesi, risolvendo così i problemi dei vecchi pannelli solari, garantendo una continuità nella fornitura di energia. Una prima centrale si sta realizzando in Sicilia ed altre se ne potrebbero realizzare nella stessa regione, credo in tempi brevi purche' ci sia una reale volonta' politica di risolvere per sempre il problema energetico. Molti amici siciliani sono pronti, con enormi estensioni terriere, a mettersi a disposizione del progetto Archimede.

Ultimamente un solo uomo politico ha detto una cosa veramente saggia che riporto a memoria: "le fonti energetiche alternative ormai esistono, non continuiamo con le sperimentazioni ma adottiamole non da domani ma da subito, investiamo tutte le nostre energie economiche per non essere più schiavi del petrolio e del suo inquinamento." Anche se non lo amo molto devo riconoscere a Rutelli di aver parlato con realismo e praticita'.

E' ora di muoverci, non farci più strangolare dai ricatti dei produttori di petrolio. Forse potrebbe essere anche un modo per risolvere le guerre facendo rientrare nei ranghi popoli che vivono solo con il "loro" petrolio e che arricchisce poche famiglie, lasciando il popolo alla fame.

La dichiarazione di Rutelli mi ha incuriosito perché tanta determinazione non poteva essere riferita ad un solo sistema di energia alternativa ma prendeva in considerazione altri sistemi già in funzione e sicuramente perfezionabili.

Ho fatto un breve excursus ed ho trovato con piacere nuove ricerche avanzate, e vecchi progetti in procinto di essere innovati e migliorati.

Fondamentalmente le ricerche e le realizzazioni realmente funzionanti si possono suddividere in tre grandi categorie non inquinanti: l'acqua del mare, il vento, il sole.

Del mare si possono sfruttare le onde, le correnti marine e le escursioni di temperatura tra superficie e fondali. Un prototipo è già stato realizzato nello stretto di Messina con confortanti risultati. I sistemi studiati per sfruttare la forza del mare non hanno un impatto ambientale perché quasi completamente sommersi ed hanno una potenzialità pressoché illimitata. Nel caso dell'esperimento a sud ovest dell'Inghilterra un'elica del diametro di 15 metri immersa nel mare, sfruttando le correnti, è in grado di fornire una potenza di 300 Kw. Sviluppando questo sistema si potrebbe giungere a produrre energia per l'equivalente di decine di centrali nucleari. Le sperimentazioni sullo sfruttamento del mare sono innumerevoli: dispositivi ad ondata, colonne d'acqua oscillanti, uso dei galleggianti, dispositivi oscillanti, dispositivi a flapping. Ognuno di questi sistemi produce energia pulita. Se la volontà di uscire dalla dipendenza del petrolio sarà fortemente voluta, in pochi anni si potrebbe risolvere definitivamente il problema energetico.

Il vento: le centrali eoliche già forniscono elettricità ma l'impatto ambientale crea problemi e gli inevitabili ambientalisti cercano di combattere questa soluzione. E' allo studio, in fase avanzata, la realizzazione di mini pale eoliche che oltre ad essere più efficienti anche in caso della quasi totalita' di assenza di vento, riescono a produrre energia in proporzione maggiore di quelle tradizionali.

Del sole abbiamo gia' parlato e come detto, l'esperimento del prof. Rubbia e' a mio avviso l'unico che in tempi brevi possa realmente risolvere il problema energetico.

Spero che l'interesse per questa geniale soluzione possa essere seguita e sollecitata da chi ha cuore, in un futuro non troppo lontano, la liberta' energetica.

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