Leggere Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta è il
riuscito tentativo di andare incontro ai buoni sentimenti, a quelli più
genuini che sopravvivono e resistono negli spiriti più nobili di questa
nostra società, purtroppo, sempre più votata all'indifferenza e al cinismo,
quando non addirittura a una ferocia fine a sé stessa.
La qualità più evidente di questo romanzo breve, o favola che dir si voglia,
adatta sia a chi già adulto sia a chi invece giovane o giovanissimo, è la
notevole e naturale sensibilità che l'autore, Felice Muolo, porta sulla
pagina per raccontare ai posteri (ma anche per ricordare a sé stesso e alla
sua felice famiglia) che l'amore esiste, che i sogni possono diventare realtà
con un po' di genuina volontà e speranza.
Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta è una di quelle
rare storie che entrano nel cuore del lettore perché possano essere
trasmesse ai propri figli, affinché non dimentichino mai che senza la
speranza non è possibile alcuna parvenza di civiltà; e la speranza è la
generazione futura, quella che (forse) riuscirà a costruire un mondo
migliore e più vivibile. Proteggiamo dunque i nostri figli, sono loro difatti
il futuro, una eternità tangibile e concreta a portata di mano. Una società
che non sappia riconoscere l'importanza vitale che sono i figli, è una
società il cui destino è di finire presto, dimenticata e sepolta tra i rifiuti che
essa stessa ha generato illudendosi che tecnologia banche e capitali fossero
il futuro.
Giuseppe Iannozzi
e-mail:felicemuolo@libero.it
articolo pubblicato il: 10/02/2013