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l'antibiotico dall'alveare

Gli antichi Egizi usavano la propoli (o il propoli) per coadiuvare il processo di mummificazione. Gli Assiri l’adottarono per il trattamento delle infezioni. Aristotele la registrò come medicamento, per trattare ascessi e ferite, prevenendo le infezioni. Dioscoride, medico greco che visse nel I secolo dopo Cristo, prescriveva la sostanza per calmare la tosse.

Conosciuto da molto tempo ed utilizzato per le sue proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie ed antibiotiche, solo recentemente questo potente medicamento naturale ha cominciato ad essere studiato dalla scienza, che va discoprendone nuovi e sorprendenti usi.

Alcuni degli studi che più hanno stimolato la comunità scientifica ne sottolineano le capacità di intervento sul cancro e sull’Aids. Quello che si sa è che impedisce la proliferazione dei microrganismi nel corpo e rafforza il sistema immunitario. Una delle maggiori sfide nello studio della sostanza sta nel fatto che non si tratta di una sostanza vera e propria, ma un composto che riunisce fino a duecento sostanze differenti.

Questa specie di resina viene originata da elementi raccolti dalle api su germogli e bucce, con la finalità di proteggere l’alveare dal vento e dall’entrata di batteri invasori, dalla nascita di funghi e dalla deposizione di larve, rendendo asettico l’ambiente.

Il termine propoli deriva dal greco, e vuol dire sobborgo, esterno alla città. La sostanza è utilizzata non solo nella parete esterna dell’alveare, ma anche in quelle interne, in cavità disabitate, per la riparazione delle crepe, per tappare fori e rinforzare favi di miele. In ogni alveare sono prodotti da cento a trecento grammi all’anno di propoli.

Così come esistono diversi tipi di miele, la propoli varia di sapore e composizione in rapporto all’albero utilizzato. Ma grande differenza esiste tra quella prodotta in Europa e quella dei Paesi tropicali. La prima contiene più flavonoidi, con azione antiossidante, mentre quella tropicale, più verde e molto apprezzata sul mercato asiatico, è più ricca di acido follico e si mostra più efficace nel combattere le cellule cancerogene nelle cavie animali. Nonostante le differenze, la proprietà antibiotica è comune a tutti i tipi di resina.

Diluita nel miele, la propoli combatte il mal di gola, mentre rispetto agli antibiotici sintetici ha il vantaggio che, essendo composta da una ricca combinazione di sostanze, fa in modo che i batteri non riescano a difendersi da tanti attacchi simultanei.

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