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i guardiani dell'acqua
di Manlio Morandi

Breve racconto romanzato su di un personaggio realmente esistito in Sicilia ai primi del 900.

Aree agrumicole della Sicilia, Conca d’oro. I proprietari delle acque irrigue e dei pozzi demandavano la distribuzione di quel bene prezioso a dei personaggi comunemente chiamati “i guardiani dell’acqua”. Soprattutto nei mesi estivi o di perdurante siccità questi uomini dell’acqua assumevano improvvisamente un potere quasi assoluto. Si narra che si impossessavano delle piazze più importanti e lì “aprivano” il loro ufficio. Crogiolandosi di quel potere decidevano a chi concedere l’acqua: servilismo, amicizia o simpatia che l’uomo trovava in quella povera gente assetata di acqua. Acqua che non serviva per dissetarsi ma per compiere un gesto stupendo, complice la natura: la produzione dei verdelli. Cosa sono i verdelli? è la “risvegliata” dei limoneti. Ciò avviene alla fine di luglio. Le piante si lasciano a secco fin quando le foglie si arricciano. Dopo una energica concimata si dà loro la “vicenna”, cioè acqua in abbondanza. Ciò provoca nella pianta una seconda primavera. La zagara che sboccerà sarà il verdello della prossima estate.

E’ chiaro che l’importanza di una grande quantità di acqua è decisiva per far sì che questo ciclo della natura possa compiersi. Entrava allora in scena il personaggio di cui stiamo trattando. Abbandonato su di una sedia, al centro della piazza più importante del paese attendeva con noncuranza le attenzioni degli assetati. Con gesto rallentato e quasi provocatorio estraeva dalla tasca una sigaretta in attesa che il più veloce degli astanti si precipitasse ad accendergliela. Forse quel gesto di “sudditanza” poteva valere la concessione dell’acqua. Onnipotente quindi ma per un potere che gli era soltanto affidato dai potenti del posto.

Su questo argomento si potrebbe disquisire anche ai giorni nostri in maniera molto crudele. Chi di noi non ha mai vissuto la trasformazione di un mediocre che per servilismo ottiene un po’ di potere? Lasciamo stare, sarebbe un discorso senza fine.

Ritorniamo al sudaticcio guardiano dell’acqua accasciato nel suo “ufficio”. Un giorno, improvvisamente, il cielo sempre azzurro della Sicilia si oscura, minacciose nuvole cariche di pioggia minacciano una terra arsa dal calore del sole. Un lampo, un tuono fortissimo ed ecco scendere una pioggia copiosa che in breve tempo inonda le strade del paese. Un fiume rigoglioso che fa giustizia delle tante prepotenze subite dai deboli. Il guardiano dell’acqua tenta inutilmente di mantenere il suo potere. Cerca lentamente una sigaretta da portare alle labbra ma nessuno si precipita a portagli del fuoco. Il potere è improvvisamente finito. Il cielo gli ha tolto con un semplice acquazzone la sua tracotanza. L’acqua ha spento il fuoco della sudditanza. Ma il prossimo anno?

E’ un personaggio dei primi del novecento che probabilmente non esiste più ma siamo sicuri che oggi, in altri settori ed in altre situazioni, non sia ancora di attualità?

Non a caso i Promessi sposi ci narra un mondo passato ma è allo stesso tempo uno straordinario campionario di uomini e donne che incontriamo ogni giorno, forse anche un po’ peggiorati rispetto ai tempi che furono.

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