Mentre la grande economia nazionale perde inesorabilmente di credibilità, sia in Italia che all'estero, a causa di scalate segretamente organizzate e di inattesi scambi di poltrone, il mondo del risparmio gestito tenta di riaffermare il proprio prestigio tramite una serie di manovre promozionali volte alla copertura capillare di tutte le possibili fasce di reddito.
In netta controtendenza rispetto alle ristrettezze economiche in cui navigano i nuclei familiari, sono stati infatti promossi in questi ultimi mesi un gran numero di servizi bancari dedicati esclusivamente ad un pubblico di giovani, quasi a voler sottolineare che una buona parte dei risparmi della società moderna può e deve provenire da persone sotto i trenta anni.
Questo fenomeno, di difficile interpretazione, può essere analizzato sotto diversi punti di vista, sia economici che sociali: "E' un modo per avvicinare le banche a quei ragazzi che, avendo qualche soldo da parte - sostiene un funzionario di un importante gruppo bancario torinese - ora ci affidano qualche centinaio di euro, ma in futuro, portando a casa uno stipendio, diventeranno nostri solidi e soddisfatti clienti". Siamo di fronte ad una filantropica concessione da parte della banca a favore del giovane (che smette di giocare con le figurine e inizia a maneggiare i contanti), oppure questa è l'ennesima manovra manageriale per sopperire al periodo di recessione? "Naturalmente un'azienda ricerca il bene dei propri affiliati ma anche, e soprattutto, il proprio - continua il funzionario - e attirare a sé un buon numero di clienti fin da tenera età, costituirà anche per la banca un ottimo investimento per il futuro". Vista la scarsità di denaro che la gente comune riesce a mettere da parte a fine mese,
gli istituti si accontentano, quindi, di accogliere i pochi ma sudati spiccioli di coloro che cresceranno e, augurandosi tempi migliori, renderanno congrui i loro depositi.
L'acuto e legittimo cambio di target messo in atto dai piani alti delle aziende, adeguatamente pubblicizzato attraverso i diversi mezzi di comunicazione e mediante l'intervento di scrupolosi addetti nelle filiali, tiene probabilmente poco conto di una dinamica economico-sociale evidente ed elementare ma non adeguatamente analizzata: per quanto i conti di nuova generazione possano avvicinarsi al costo zero, nessuna banca fa beneficenza; inevitabilmente la fitta tela di piccole spese, facilmente riscontrabile in un estratto conto ricco di movimenti, influisce in minima parte anche negli esigui risparmi di un under venticinque. Abituati ormai a dover analizzare attentamente gli esosi costi di qualunque bene di consumo, anche i giovani clienti stanno iniziando ad arricciare il naso in segno di disappunto di fronte alle piccole detrazioni imposte dagli istituti di credito e la conseguente insoddisfazione non è che il risultato (ed una educativa anticipazione) delle leggi nascoste che regolano il mondo
del risparmio gestito.
Cosa fare allora: attendere fiduciosi un nuovo momento di crescita affidandosi fiduciosamente all'onestà delle banche o dare retta ai consigli della nonna e nascondere il proprio denaro sotto il materasso?