periodico di politica e cultura 2 dicembre 2022   |   anno XXII
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editoriale

due pesi e due misure

di Teddy Martinazzi

nella stessa sezione:
L’assassinio di Alika Ogorchukwu a Civitanova Marche ha avuto enorme eco nell’intera società italiana, sconvolta dal fatto che una persona possa essere massacrata di botte in una via centrale di una città piena di turisti senza che nessuno faccia niente per impedirlo. La cosa ancor più grave, stando ai resoconti, è che una ragazza si sia dedicata a filmare l’accaduto invece di precipitarsi a chiamare il 112.

Di tutta questa brutta storia la cosa che ha colpito di più è stata la mancanza di prontezza da parte degli astanti nel chiamare le forze dell’ordine, che denota il livello di indifferenza in cui è precipitata la nostra società da diversi anni a questa parte, con la fine del concetto di solidarietà e di militanza civica.

Poi, siccome in Italia tutto è salotto, nello specifico televisivo, c’è stato chi ha tuonato in tv contro i presenti all’omicidio, dicendo che dovevano intervenire per fermare l’assassino. Non è precisamente così; il senso civico non prevede che due uomini d’età, una ragazza ed una donna anziana si debbano mettere un mezzo in una rissa. Errato è stato anche quanto affermato dal portavoce, anche lui nigeriano, della famiglia del morto che, se si fosse trattato di un bianco, la gente sarebbe intervenuta. Ma per carità: il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare, indipendentemente dal colore della pelle di chi viene malmenato.

La politica non ha mancato di cavalcare la tigre, forse per il fatto che il comandamento di questa campagna elettorale è quello di “fare gli occhi di tigre”. Subito politici e conduttori di cui è inutile ricordare qui i nomi si sono precipitati a parlare di razzismo. Non è stato tirato in ballo il Disegno di Legge Zan, dato che Alika Ogorchukwu era un virilissimo padre di famiglia, ma sarà per la prossima volta, non mancherà, purtroppo, occasione. Non si è trattato, almeno a quanto ha affermato l’assassino, di un delitto di odio razziale; sicuramente ci sono in giro, in Italia, molte persone che, se non ci fossero, come al solito, troppi tagli alla sanità, sarebbero seguite e curate dai servizi territoriali.

Questo è avvenuto venerdì 29 luglio. Il giorno dopo, 30 luglio, a Monteforte Irpino, il ventiquattrenne nigeriano Robert Omo ha ucciso a martellate il cinquantaseienne cinese Yuancheng Gao ed ha mandato all’ospedale in fin di vita il quarantanovenne bulgaro Petrov Tsankov. Fortunatamente un uomo presente è riuscito a disarmare il nigeriano, sennò avrebbe martellato una donna e la sua bambina in carrozzina.

Di questo omicidio è stata data fugace notizia nei telegiornali della sera, mentre per il delitto di Filippo Ferlazzo a Civitanova, come si diceva una volta, sono stavi versati fiumi di inchiostro. Perché? Boh, chissà.

articolo pubblicato il: 02/08/2022 ultima modifica: 13/08/2022

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