periodico di politica e cultura 2 dicembre 2022   |   anno XXII
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teatro: al Teatro dell’Aquila di Fermo

Cyrano de Bergerac

Sabato 26 e domenica 27 novembre prosegue la stagione 2022/2023 del Teatro dell’Aquila di Fermo, promossa dal Comune di Fermo con l’AMAT e con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura. Arturo Cirillo, uno dei maggiori attori e registi del teatro italiano contemporaneo, porta in scena l’indimenticabile storia d’amore di Cyrano, contaminandola con musiche e canzoni del varietà e del teatro-canzone novecentesco in un carosello di mantelli, piume, cappelli a cilindro e paillettes. Il poeta spadaccino raccontato da Rostand alla fine dell’Ottocento abbandona in questo allestimento di Cyrano de Bergerac le sue malinconie e diventa un performer che soltanto sul palco riesce a riconoscersi. Energico e appassionante, lo spettacolo prodotto da Marche Teatro, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova, ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale, può contare su un cast affiatato (oltre a Cirillo, Rosario Giglio, Francesco Petruzzelli Valentina Picello, Giulia Trippetta, Giacomo Vigentini), che si muove sapientemente sul filo della finzione e della metateatralità, con la scelta registica di accentuare il lato poetico e visionario dell’intramontabile opera di Rostand.

“Andare con il ricordo ad un musical da me visto da ragazzino a Napoli – afferma Cirillo che ha curato anche l’adattamento -, nell’ancora esistente Teatro Politeama, è stato il primo moto di questo nostro nuovo spettacolo. Il musical in questione era il Cyrano tratto dalla celeberrima commedia di Rostand, a sua volta ispirata ad un personaggio storicamente vissuto, coetaneo del mio amato Molière. Riandare con la memoria a quella esperienza di giovane spettatore è per me risentire, forte come allora, l’attrazione per il teatro, la commozione per una storia d’amore impossibile e quindi fallimentare, ma non per questo meno presente, grazie proprio alla finzione della scena. Lo spettacolo che almeno trentacinque anni dopo porto in scena non è ovviamente la riproposizione di quel musical (con le musiche di Domenico Modugno) ma una continua contaminazione della vicenda di Cyrano di Bergerac, accentuandone più il lato poetico e visionario e meno quello di uomo di spada ed eroe della retorica, con delle rielaborazioni di quelle musiche, ma anche con elaborazioni di altre musiche, da Èdith Piaf a Fiorenzo Carpi. Un teatro canzone, o un modo per raccontare comunque la famosa e triste vicenda d’amore tra Cyrano, Rossana e Cristiano attraverso non solo le parole ma anche le note, che a volte fanno ancora di più smuovere i cuori, e riportarmi a quella vocazione teatrale, che è nata anche grazie al dramma musicale di un uomo che si considerava brutto e non degno d’essere amato. Un uomo, o un personaggio, in fondo salvato dal teatro, ora che il teatro ha più che mai bisogno di essere salvato”.

Le scene dello spettacolo sono di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Paolo Manti, musica originale e rielaborazioni di Federico Odling.

Informazioni e prevendita: biglietteria del Teatro 0734 284295, AMAT 071 2072439 e biglietterie del circuito vivaticket anche on line. Inizio spettacoli: sabato ore 21, domenica ore 17.

articolo pubblicato il: 21/11/2022

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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