periodico di politica e cultura 18 luglio 2024   |   anno XXIV
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libri: Daniele Cargnino

"L’antidoto al morso dei poeti"

di Gordiano Lupi

Daniele Cargnino (1987) è un giovane poeta torinese che ha già pubblicato diverse sillogi (La Sposa nella Pioggia, Blu Oltremare, I Depressi Odiano l’Estate) e alcuni racconti. La sua ultima opera poetica è Fallimentare Urgenza Creativa, che precede il recente e compiuto L’Antidoto al Morso dei Poeti.

Il volume di Cargnino ha come sottotitolo (molto indovinato) Cinemalinconie delle periferie, il suo incedere per fotogrammi conferma la felice scelta, così come l’ambientazione delle liriche non poteva essere migliore. Il breve motto introduttivo definisce le opere che il lettore sta per leggere: poesie da tasca, una serie di note, slogan pubblicitari, storie messe al bando, schegge di dialoghi, aforismi e epigrammi. Tutto questo, infatti, sono i versi di Cargnino, dedicati alle case perdute e a chi vi abbiamo dimenticato dentro, agli amori che fanno male, ai denti e ai corpi spezzati d’amore, alla malinconia, che ha bisogno di musica e poesia.

Tutto molto bello. L’opera del poeta risente della sua formazione musicale, nel caso mi capitasse di ascoltare un giorno una sua canzone forse potrò dire il contrario, per il momento leggere le sue liriche equivale ad ascoltare un vecchio vinile degli anni Settanta che continue i brani del cantautore preferito. Molti riferimenti d’autore sottolineano la cultura poetica di Cargnino - che legge poesia, da vero poeta, e si fa influenzare, come dev’essere -, si va da Magrelli a Straub, passando per Whyte e Cortazar, senza dimenticare Weril e Lyacos. Poesia racconto ma non alla Pavese, poesia moderna, onirica, psichedelica, divisa in due tempi (due lati dell’album in vinile), ripartiti ciascuno in tre atti, per terminare con un bonus track e una playlist musicale che comprende Ciampi, Cohen, Smith, Neffa, Conte, Lennon e non abbiamo citato tutti. Dicono di me che sono acqua sporca. / Senza resa. / La felicità sta negli anfratti. / Tienili stretti, scrive il poeta in una sorta di diario delle sconfitte dove annota tutte le sue nevrosi, vivendo un’esistenza che sembra un panno sporco dentro una lavatrice. Intuizioni geniali come Abitiamo il vento che ci disegna / come una gabbia in movimento lasciano il posto ad altre come l’obiettivo è far parlare la poesia dicendo il meno possibile, non meno folgoranti. I miei sensi di colpa da scrittore non li auguro a nessuno, recita un aforisma del poeta che non raccoglie mai i pensieri per paura di star male e non vuol perdere il contatto con i dischi e con il pop per non perdere la gioventù. Per concludere che le poesie e i poeti non salveranno il mondo / ma forse lo potranno mantenere in buono stato. L’Antidoto al Morso dei Poeti è un libro che ti resta dentro, pubblicato da una piccola Libreria Editrice di Chioggia che diffonde vera poesia a prezzi accessibili.

Daniele Cargnino
L’antidoto al morso dei poeti
Il Leggio Libreria Editrice - Euro 12 - pag. 80

articolo pubblicato il: 16/06/2024 ultima modifica: 25/06/2024

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