
L’impostazione del Governo italiano trova consenso in molti dei Paesi principali dell’UE. Che la straordinarietà della situazione internazionale imponga di consentire ai Paesi dimostratisi più virtuosi nel controllo della finanza pubblica, come appunto l’Italia (meglio di Spagna, Germania, Francia), di indirizzare risorse sul contenimento dei costi di carburanti ed energia, è palese anche ad una Unione tutt’ora immersa nelle sue illusioni ideologiche, che tanto stanno pesando sui Paesi membri. Altro fronte interessante è quello della decisione su quanti dei 95 miliardi di euro di fondi non ancora utilizzati per Fondo Modernizzazione, Recovery Fund e Fondi coesione, potrebbero essere utilizzati dagli Stati per misure contro il caro-energia. Ma qui la prudenza è d’obbligo: i Fondi Coesione e Recovery sono risorse troppo importanti, anche per i nostri problemi strutturali, specie per le incentivazioni nelle aree svantaggiate, per poterli indirizzare variamente.
L’attivismo del Governo italiano su entrambi i versanti è certamente apprezzabile. In un Paese normale, anche opposizioni dotate di senso dello Stato e della socialità, grazie ai loro collegamenti europei, dovrebbero appoggiarlo, non farne materia di trite polemiche pre-elettorali.
articolo pubblicato il: 08/06/2026 ultima modifica: 17/06/2026