periodico di politica e cultura 5 settembre 2026   |   anno XXVI
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spettacolo: a Palazzo Ascanio Sforza di Proceno

festival "Ad Arte"

L’eudaimonia (dal greco eu = “bene” e daimōn = “spirito guida”) è un concetto centrale della filosofia aristotelica e indica la “fioritura” dell’essere umano: non un semplice stato di felicità momentanea, ma il pieno compimento della propria natura attraverso la pratica della virtù, della consapevolezza e dell’azione. Per Aristotele non si tratta di “sentirsi bene”, ma di vivere bene, cioè di realizzare nel tempo una forma di vita significativa, coerente e condivisa.

È proprio in questa prospettiva che il festival Ad Arte, in programma a Proceno dal 31 luglio al 7 agosto 2026 presso Palazzo Ascanio Sforza, può essere letto come uno spazio contemporaneo di eudaimonia collettiva: un luogo in cui il teatro e la musica diventano pratica di crescita, incontro e trasformazione, uno spazio in cui la persona può esplorare sé stessa, incontrare l’altro e dare forma a nuove possibilità di senso. Perché l’arte non è solo spettacolo, ma occasione di fioritura umana.

Le opere selezionate non offrono risposte definitive, ma aprono domande, mettendo in scena fragilità, desideri, conflitti e possibilità di senso.

Il cartellone del festival costruisce infatti un percorso che attraversa identità, memoria e immaginazione, restituendo allo spettatore l’occasione di riconoscersi e, forse, di “fiorire” attraverso lo sguardo sull’altro.

Nato nel 2014 a Calcata, il suggestivo borgo della Valle del Treja arroccato su una rupe tufacea, il Festival si è affermato nel tempo come un appuntamento capace di trasformare vicoli, piazze e scorci del paese in un grande palcoscenico diffuso. Dopo cinque edizioni che hanno intrecciato arte, territorio e partecipazione, nel 2020 inaugura una nuova fase del suo percorso: per la prima volta varca i confini della sua sede originaria e apre nuovi spazi all’aperto, portando sotto i riflettori il teatro e il cinema emergenti e indipendenti. Una scelta che rafforza la vocazione del Festival a valorizzare linguaggi contemporanei e progetti fuori dai circuiti tradizionali, creando occasioni di incontro tra artisti, pubblico e territorio. .

Dopo l’esperienza calcatese, il Festival approda a Proceno, borgo medievale al confine tra Lazio e Toscana, trasformando il margine geografico in un luogo privilegiato di incontro tra artisti, comunità e pubblico. La prima edizione procenese, nel 2023, porta il titolo LÌMEN, dal latino “soglia” e “confine”: un invito ad attraversare frontiere culturali, linguistiche e creative.

Dal 31 luglio al 7 agosto 2026, il Festival torna a Proceno con la sua seconda edizione, dopo aver esplorato il tema del confine, il percorso approda a una domanda essenziale: quale ruolo può avere l’arte nella costruzione di una vita piena, consapevole e condivisa? Un interrogativo che attraverserà spettacoli, incontri e momenti di confronto, ponendo il teatro al centro di una riflessione collettiva sul senso dell’esistere.

Le ultime due edizioni si concentrano esclusivamente sulla sezione teatrale, affiancata ogni sera da una proposta musicale che prolunga il dialogo con il pubblico oltre la scena. A fare da cornice è la storica dimora di Palazzo Guido Ascanio Sforza, che apre i propri spazi alla ricerca e alla produzione indipendente.

Da Calcata a Proceno, il Festival continua così il suo percorso “ostinato e contrario”: portare il teatro emergente e indipendente nei luoghi meno battuti dai circuiti culturali, facendo dei borghi non semplici scenografie, ma protagonisti attivi della creazione artistica e della vita culturale del territorio.

articolo pubblicato il: 22/07/2026

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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