Vacanze di Natale. Un ministro spiritoso ha ricordato il recente film di successo per definire le "grottesche" vicende che hanno visto protagonista il dimissionario Ruggiero dal dicastero della Farnesina. Indubbiamente un Natale diverso dal solito per un Governo della repubblica che tra "euroscettici" e oppositori di vario genere se le sono dette di tutto. Voi siete contro l?Europa, gli italiani dovranno inconsapevolmente e ingiustamente pagare i vostri errori, state coprendo di ridicolo il nostro Paese, non potete governare o almeno non siete in grado di farlo. No, - si risponde - non siamo contro l?Europa, vogliamo soltanto difendere gli interessi degli italiani, vogliamo sapere in quale Europa entriamo, se quella governata dai burocrati di Bruxelles o quella nata dalla volontà dei popoli che si dovranno esprimere sempre sui grandi eventi e sulle vitali questioni della Comunità. Riassunta e detta così la questione sembra, a parte la violenza verbale d'alcune accuse, un problema di scelte politiche di gran respiro sulle quali si può discutere a lungo e poi trovare se possibile una soluzione.
Le cose stanno veramente in questi termini? Si vuole cioè affrontare i grandi temi della politica estera pensando prima di tutto al futuro del nostro Paese inteso come comunità di cittadini, oppure anche questa lamentevole storia dell'europeismo rientra nel solito quadro della politica italiana, quella di sempre; io dico una cosa (anche la più accettabile e conveniente) e tu non sei d'accordo per partito preso? Da entrambe le parti, maggioranza e opposizione, naturalmente.
Il dubbio rimane anche dopo aver seguito il dibattito in parlamento sulle dimissioni del responsabile della Farnesina. Tutti hanno affermato che si batteranno per favorire gli interessi degli italiani, politici, economici e sociali, ma sulle strade da seguire è buio pesto.
Una sola cosa non vorremmo che accadesse di nuovo (ah la democrazia guidata!) vale a dire che su un gran tema, di vitale importanza, non s'interpellassero direttamente i cittadini. Il caso dell'Euro è rappresentativo: com'è noto la moneta unica europea è nata su iniziativa dei governi che ben conoscendo i loro polli (scusate il termine che si riferisce ovviamente ai cittadini) non se la sono sentita di ascoltarli prima di decidere in un senso o in un altro perché avrebbero rischiato una sonora bocciatura. Per evitarla forse sarebbe bastata una campagna d'informazione e di dibattiti sul perché di un avvenimento epocale, come noi lo giudichiamo, e gli italiani avrebbero subito capito l'importanza della scelta. In Danimarca è stato fatto e gli elettori hanno detto di no; in Gran Bretagna e in Svezia gli stessi governi hanno deciso per il no, e almeno per il momento rimangono a guardare. Da noi, per volere costituzionale referendum sui trattati internazionali non si possono fare e non si è fatto nulla, ma una votazione consultiva nessuno avrebbe potuto impedirla. Siamo stati chiamati alle urne per molto meno, per referendum anche su argomenti di scarso interesse, ma per abbandonare per sempre la "nostra" lira, forse una consapevole partecipazione degli elettori avrebbe dato una forza maggiore a qualsiasi decisione.