ritrattino
Gilberto Govi
di Manlio Morandi

"Baldassarre ha poi indicato quelli che considera tre buoni esempi di televisione del passato: le commedie di Eduardo, quelle di Gilberto Govi e "Canzonissima" per il varietà."
Che strana combinazione! In questi giorni pensavo a quale personaggio dedicare il "ritrattino" e prepotentemente mi veniva in mente Gilberto Govi. La dichiarazione del neopresidente della RAI mi ha convinto che il personaggio è ancora attuale, è ancora amato ed è portato alle nuove generazioni come esempio di qualità artistica. Ma se questa è una dichiarazione indicativa e non analitica dei personaggi citati, sembra a questo punto opportuno scavare nei ricordi e riportare in primo piano la maschera di Govi. Chi ha mai visto il vero volto di Pulcinella? Nessuno perché Pulcinella è stato interpretato da migliaia di personaggi differenti. E' la maschera che vive indifferentemente da chi la porta. Govi sulla scena era una maschera che poteva interpretare soltanto lui. Ogni commedia veniva interpretata da un Govi straordinariamente differente, grazie ad una innata mimica facciale ad effetti vocali straordinari ed a trucchi curati con grande attenzione da lui stesso. Il vero volto di Govi nella vita di tutti i giorni lasciava perplesso: un signore garbato, elegante con un viso liscio, ingentilito ancor di più da una bianca e curata capigliatura che non ricordava in nulla i personaggi interpretati sul palcoscenico. Quindi non una maschera portata da tanti ma tante maschere indossate da un solo uomo. Questo è soltanto l'aspetto estetico di questo grande attore. Ma la recitazione? Basta fare una considerazione sulla vita del teatro dialettale italiano di allora che riconosceva a livello nazionale il teatro napoletano, quello veneto di Goldoni e forse qualcosa di romanesco. Oggi esiste un teatro genovese grazie a Gilberto Govi. Le sue esilaranti commedie le sue interpretazioni a tratti gigionesche hanno fatto innamorare gli italiani di quel cantinelante dialetto. Chi ha avuto la fortuna di vedere in TV le commedie di Govi ( esiste una collana delle sue commedie in videocassetta ) ha gustato non solo l'interpretazione di un grande attore ma ha potuto conoscere ed apprezzarne tanti altri di lingua ligure. Caratterizzazioni eccezionali, scelte con cura e perfettamente adeguate al genio del primo attore. Attore di teatro ma non di cinema perché nelle poche interpretazioni cinematografiche non riusciva ad esprimersi come era solito fare, irretito da regie e da set condizionanti.
Gilberto Govi, pseudonimo di Amerigo Armando (Genova 1885- 1966) fondò nel 1916 con la futura moglie Rina Franchi Gaioni la Dialettale Genovese che portò in giro per l'Italia, in Sud America e nel 1930 a Parigi, Si ispirò alle commedie del poeta e commediografo genovese Nicolò Bacigalupo creando un repertorio regionale. Tra le sue commedie si ricordano: Pignasecca e Pignaverde, Sotto a chi tocca, Quella buonanima, Impresa trasporti. Recitò in alcuni film, Colpi di timone ( 1942 ), Che tempi! ( 1948 ), Il diavolo in convento ( 1951 ). Dal 1957 interpretò alcune delle sue commedie per la televisione.