cultura
la giustizia come equità
di Giuseppe La Rosa

John Rawls
(Baltimora 21 II 1921)

Per John Rawls, grande pensatore politico americano, sulla scia di Locke e Mill, un governo è legittimo se è democratico : deve essere l'emanazione di una società i cui uomini, liberi, si scelgono i loro rappresentanti e partecipano attivamente, secondo procedure regolari, alle scelte politiche fondamentali. A differenza di Locke, non vede, però, nella conservazione della proprietà privata uno degli impegni primari della società. Ci sono fini più importanti.
Per Rawls, ad esempio, la società "Buona" è quella che provvede a distribuire il reddito in modo da ridurre al minimo la povertà. Il suo pensiero ha radici nel pensiero di Kant. Per costui, una persona va trattata "come uno scopo e mai come semplice mezzo". Da Kant, Rawls prende l'idea che una società è giusta quando tutti gli individui, senza avere riguardo alla loro posizione sociale, vengono trattati allo stesso modo dalla legge, quando viene loro concesso un giusto processo e quando ognuno gode allo stesso modo della protezione della società.
Per Rawls "giustizia" equivale a "equità".
C'è un livello minimo delle condizioni materiali di sussistenza al di sotto del quale non si dovrebbe mai scendere. Bisogna neutralizzare le ineguaglianze che scaturiscono dalla stessa natura (nascita, carattere, talento, circostanze), distribuendo i beni primari a chi si trova nelle condizioni peggiori. Bisogna, praticamente, minimizzare le differenze di reddito tra i membri di una società politicamente libera.
A Rawls, generalmente, fanno due appunti.
Il primo. Gli uomini nascono diversi per abilità, creatività e capacità realizzativa e, di conseguenza, contribuiscono alla società in modo diseguale. In quest'ottica, una società "giusta" è anche una società fatta da e di "diversi". Chi dà contributi più importanti e più preziosi dovrebbe essere ricompensato in modo diverso.
L'altra critica è la seguente. Rawls vorrebbe un'equa distribuzione del reddito. Questo potrebbe mal conciliarsi con il concetto della libertà politica. Per esempio. Ammesso che buona parte della ricchezza si trovi in poche mani. Vuoi che sia riversata in più mani. Che strumento democratico usi ? Come si fa a togliere i beni in possesso di alcuni per darne il possesso ad altri che non vi hanno lavorato, che non vi hanno sudato, che non vi hanno rischiato ? E come fai ? Sospendi il diritto di voto in nome di una giustizia economica ? Ma a questo punto la libertà di voto, che è uno dei principi fondamentali di Rawls, va a farsi friggere, e al governo si darebbero poteri maggiori di quanti gliene posa concedere una società libera. Si avrebbe una tendenza all'accentramento e, in ultima analisi, al controllo statale.
Con questo, chiudiamo la serie degli articoli sulla filosofia politica, la cui domanda principe è : "Chi deve governare e Come?"
Tutti i discorsi che abbiamo fatto con questo e con gli altri articoli non sono pura teoria. La teoria si intreccia sempre con la pratica. Si chiamano applicazioni. Una delle quali è la seguente.
Chi governa spesso ha l'ingrato compito di punire i trasgressori. Perché punire ?
Una volta lo si faceva per vendetta. Nelle società più civilizzate lo si fa per dovere (per "rimarginare" una ferita inferta alla comunità) e come prevenzione o deterrenza dei possibili crimini futuri. Gli effetti a lungo termine della punizione produrranno una situazione in cui il bene di tutti sarà massimizzato.
Ci sono popoli e nazioni che spavaldamente violano il diritto internazionale e la più alta legge della comune decenza e dei diritti umani. Sei oggetto di un atto terroristico. Devi risolvere la questione. Che fai ? Annienterai l'avversario e il loro entourage che lo appoggia tacitamente e, a volte, lo incoraggia fattivamente o cercherai di evitare di commettere crimini peggiori di quelli che vuoi abbattere ? Eliminerai, nel complesso, tutti i responsabili, diretti e indiretti, facendo piazza pulita di tutto e di tutti o vaglierai le responsabilità e le complicità di singoli individui ? Polverizzerai il nemico o aggiungerai tragedia a tragedia ?
Non è teoria quello che abbiamo rivisitato nelle puntate precedenti.