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il rumore che uccide

Forse ai primi di giugno sarà pubblicata la direttiva dell'Unione Europea per la valutazione ed il miglioramento del rumore ambientale, contenente le precauzioni già adottate e le risoluzioni che terranno conto delle ultime statistiche.
Sono ottanta milioni gli europei costretti a sopportare quotidianamente rumori superiori ai 65 decibel, dovuti in gran parte al traffico, stradale aereo e ferroviario. Il 40 per cento degli adulti ha difficoltà a prendere sonno e per una buona percentuale la causa va cercata nel rumore del traffico. I risvegli improvvisi dovuti a passaggi di motociclette, al suono dei clacson e ai fischi dei treni possono alla lunga causare disturbi psicologici e situazioni di stress.
Il rumore costante è ancora più pericoloso perché può provocare disturbi cardiovascolari.
Un'esposizione costante al rumore eccessivo per tutte le ore lavorative può portare all'ipertensione; se il rumore si avvicina ai 90 decibel aumenta la frequenza cardiaca e, alla lunga, si rischia l'infarto al miocardio.
A livello europeo si vanno tenendo Giornate sul Rumore, con la partecipazione di medici, fisici, ingegneri ed esperti di varie specialità. L'ultima si è tenuta alla fine di aprile a Madrid e si è conclusa con la speranza di riuscire a ridurre il rumore di qualche decibel. L'impresa non è delle più semplici, dato che il rumore accompagna costantemente gli abitanti delle grandi città, soprattutto quelle con il traffico più caotico (il 50 per cento del rumore). Nuovi impasti dell'asfalto ed automobili più aerodinamiche potrebbero ridurre il rumore di otto o dieci decibel.