Ricordo con particolare nitidezza il film EXODUS con Paul Newman. Musiche bellissime che sono sopravvissute al film. Forse sarebbe bene riesumare quel film. Se non erro non è più passato sia sulle reti pubbliche che private. Pur se con il trionfalismo delle "americanate" questo film narra dell'insediamento degli ebrei nei luoghi a loro destinati dalle potenze alleate alla fine della seconda guerra mondiale. Luoghi già abitati da palestinesi che hanno dovuto subire l'invasione delle loro terre "per legge suprema". Città, villaggi, sono passati sotto la giurisdizione del nuovo stato d'Israele, annientando usi, costumi, vita di chi quei luoghi abitava. Questa è la storia ma con un po' di intelligenza e con molta civiltà si sarebbe potuto scrivere una pagina diversa. Avete visto le immagini dello stato d'Israele? Città, non dico europee, ma addirittura americane. Grande civiltà, grande organizzazione, strade che potrebbero essere paragonate a qualsiasi città americana. Bisogna riconoscere che quanto realizzato dallo stato di Israele in così pochi anni ha del miracoloso. Guerre terribili affrontate e vinte contro tutto e contro tutti, hanno fatto dell'esercito israeliano uno dei più forti e più efficienti del mondo.
La Palestina: un popolo umiliato, privato delle sue proprietà, rinchiuso in ghetti sovrappopolati che per anni ha cercato, con azioni nefaste o cercando il colloquio, di riappropriarsi della sua identità.
Non vedo apparentemente torti o ragioni né da una né dall'altra parte, vedo soltanto una miopia storica che condannerà in tempi brevi i due popoli.
Israele: con la delicatezza di chi entra in casa altrui avrebbe dovuto elevare civilmente ed economicamente chi, con grande sacrificio, li aveva "obtorto collo" dovuti accogliere. Non si riesce a comprendere come lo stato di Israele sia potuto nascere in tanta opulenza in così breve tempo e come i "coinquilini" siano rimasti fermi nel tempo per civiltà, progresso economico e evoluzione civile. Sicuramente la diversa etnia ha giocato il suo ruolo ma non credo che di fronte alla promessa certa di un benessere per tutti, nessuno si sarebbe tirato indietro e non avrebbe collaborato. Vediamo invece una abissale differenza tra il sistema di vita tra palestinesi ed israeliani. Per Israele i palestinesi sono stati "mano d'opera" relegati in zone ben delimitate che non hanno potuto integrarsi. Come avrebbe consigliato la logica, avrebbero dovuto, pur con le dovute differenze etniche, creare un grande stato.
La Palestina: Lo stato palestinese non ha saputo sfruttare le reali motivazioni che avrebbero portato l'opinione pubblica mondiale ad un atteggiamento benevolo nei suoi confronti. Con una azione diplomatica costante, civile, reclamando diritti inalienabili, con il tempo avrebbe avuto dalla sua parte gran parte dell'opinione pubblica e forse avrebbe costretto Israele ad un atteggiamento più collaborativo.
Oggi: la situazione è gravissima e purtroppo insanabile. La passeggiata di Sharon nei luoghi sacri palestinesi è stata la miccia che ha innescato la reazione di quanto sta avvenendo. Non capisco per quali motivi il leader israeliano abbia voluto fare un'azione così manifestatamene provocotoria e quali fini si prefiggesse. Gli eventi, purtroppo ci dicono che da quel giorno non vi è stata più pace. Carneficine, stragi di innocenti da una parte e dall'altra. Quanti morti, quante tragedie per quella passeggiata? Ne valeva la pena o era una mossa preordinata? a quale fine?. Non lo sappiamo, sappiamo soltanto che oggi agli occhi del mondo i kamikaze palestinesi appaiono, a ragione, dei pazzi criminali che distruggono vite innocenti: ma la colpa di chi è?