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Antoni Muntadas
La sua opera è segnata fin dall'inizio dal suo carattere politico, il quale si installa tramite un utilizzo sottile e sapiente del linguaggio ed effettuando una critica alla società. L' opera di Rogelio López Cuenca è provocatoria, manipola icone della società contemporanea con un'ironia poetica e sottile; ne evidenzia il messaggio ambiguo e ne svela le contraddizioni. Introduce nuove narrazioni, esortando lo spettatore ad assumersi le sue responsabilità rispetto ai discorsi dominanti; trasforma significati e significanti, associa, manipola, decontestualizza, riutilizza, esperimenta. Combinando elementi e procedure adottate dall'ambito dell' arte visiva, della letteratura e della pubblicità, prevede l'uso di tecniche e metodi quali pittura, video, poesia, collage fotografici ed interventi in spazi pubblici. E' intervenuto come docente in numerose conferenze presso Accademie di Belle Arti spagnole ed internazionali, esposto presso numerose gallerie e istituzioni museali, ha partecipato alle Biennali di Arte Contemporanea di Johannesburg (1994), Manifesta 1, a Rotterdam (1996), Lima (2002), San Paolo (2002) e Istambul (2003). Secondo l'artista, il linguaggio deve tornare ad essere considerato patrimonio pubblico. I temi più preoccupanti della nostra società vengono analizzati nel dettaglio minuzioso, sotto una lente d'ingrandimento. Il suo è un lavoro di appropriazione e traduzione. La sua forza nasce proprio dalla capacità di inglobare ad un tempo implicazioni culturali, sociali, politiche ed economiche. Il lavoro dell'artista è derivato lentamente da una poesia visuale dal contenuto ironicopolitico in una sorta di visione della semiotica, nella quale in questione c'è ciò che si può e ciò che non si può vedere. "Allo stesso modo in cui le relazioni di potere producono estetica, viceversa, le espressioni culturali costituiscono modalità di visioni: rendere visibile, rappresentare e simbolizzare potere e contropotere. Tutto è atto estetico, mentre la configurazione dell'esperienza, per la sua potenzialità di produrre modi di vedere, di sentire, di esistere, è, per tanto, politica." Il processo di definizione dell'identità avviene attraverso l'istituzione di operazioni fatte di somiglianze e opposizioni, che richiedono l'esclusione di quegli elementi che potrebbero creare dubbi circa l'immagine ideale nella sua integrità. Ciascun Uomo, ciascuna comunità, sente la necessità di raccontare la propria storia per " l'incontro con l'altro ", e per, attraverso questa comunicazione o comunione, esprimere se stesso. Da questa urgenza di raccontare storie sulla costituzione d'identità, si manifesta l'artista. "Non è la minaccia che crea la paura, è la paura che crea la minaccia. L'oggetto della paura risulta essere una costruzione sociale, la creazione di codici semiotici, con l'aiuto dei quali la società in questione codifica se stessa e il mondo circostante. " Yuri Lotman "Come è possibile che gli zingari, parte essenziale dell' Europa( 8-10 milioni di persone, costituiscono la principale minoria etnica del continente, la loro musica e la loro cultura hanno impregnato paesi interi ) ancora causino disgusto e paura?" Joan M. Oleaque Da alcune riflessioni come queste nasce il libro d'artista Gitanos de Papel, scritto a quattro mani con la videoartista spagnola Elo Vega, così come il video proposto, Espana-gitanos, costituito da costellazioni citazionali composte da frame derivanti da documentazione audiovisuale sulla cultura gitana. La scelta curatoriale di proporre un'esposizione dei lavori dell'artista all'interno dell' Accademia de Espana en Roma ritengo acquisti più valore in quanto, per l'artista, questo luogo rappresenta una scenografia esperienziale di formazione artistica : nel 1995 il Ministero degli affari esteri gli concede una residenza proprio tra queste mura. PLAY
Si inaugura il 24 febbraio 2011 a Roma la mostra PLAY - GIOCHI DI RUOLO, curata da C16, il collettivo formato dagli studenti del Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi dell'Istituto Europeo di Design di Roma. Tre i giorni di durata dell'evento. Il 24 febbraio alle ore 18 al MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma; il 25 febbraio dalle 17 al Museo Pietro Canonica e all'Accademia di Romania; il 26 febbraio dalle 11 al Museo delle Mura e dalle 17 all'Ambasciata del Brasile, alla Real Academia de España en Roma e alla Galleria Extraspazio. L'iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con l'Istituto Svizzero di Roma, l'Ambasciata del Brasile, la Real Academia de España, l'Accademia di Romania in Roma, la Delegazione Generale Palestinese e l'Ufficio Culturale Ambasciata d'Israele. L'evento conclusivo del Master di quest'anno approfondisce e sviluppa, il tema della "Differenza", nelle sue molteplici accezioni. PLAY - Giochi di ruolo è un invito a spostare per un momento il proprio punto di vista, verso una zona aperta in cui la "diversità", sia a livello relazionale che spaziale, possa costituire un territorio fertile e stimolante di discussione. È un invito a mettersi nei panni dell'altro, per avvicinarsi alle cose con una prospettiva diversa, per emanciparsi dalle «tradizionali narrative relative a soggettività originarie e autoriali, focalizzandosi su quei momenti o processi che si producono negli interstizi, nell'articolarsi delle differenze culturali». PLAY - Giochi di ruolo ha lavorato per generare spunti di riflessione sul rapporto dell'io con l'alterità, sull'esistenza di spazi mutevoli, per cercare di dimostrare che la differenza non deve esser intesa come un limite invalicabile, ma come un momento in cui avviene un attraversamento. In PLAY - GIOCHI DI RUOLO gli allievi curatori hanno selezionato 16 opere video che saranno proiettate nella hall del MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma, nella sua sede di via Nizza. L'evento prevede poi diverse sedi espositive sul territorio romano: il Museo Pietro Canonica, all'interno del quale verrà ospitata una collettiva di artisti internazionali; diversi Istituti di Cultura e Ambasciate straniere presenti sul territorio, all'interno delle quali artisti delle diverse nazionalità sono stati invitati a sviluppare un proprio lavoro (Museo delle Mura, Ambasciata del Brasile, Real Academia de España en Roma, Accademia di Romania) e la Galleria Extraspazio che svolge da tempo un programma espositivo con artisti dell'area africana. La scelta di operare all'interno degli Istituti di cultura stranieri di Roma è in linea con il tema della mostraevento. Gli Istituti in questione, infatti, sono una realtà prestigiosa della città di Roma, grazie alle loro molteplici attività volte a tentare un avvicinamento tra culture differenti. PROGRAMMA E SEDI 24 febbraio 2011
25 febbraio 2011
26 febbraio 2011
articolo pubblicato il: 22/02/2011 |