opinioni e commenti
galateo
di Carla Santini

Negli anni Trenta era stata fortemente contrastata l'abitudine di sputare in terra. La campagna aveva avuto buon esito. E alcune generazioni di giovanotti avevano introiettato questo comportamento. Ma, potenza della televisione e dell'indulgenza delle cineprese sui giocatori di calcio intenti a sputacchiare a destra e a manca sul manto erboso degli stadi, la consuetudine a sputare è tornata forte e naturale. Se un atleta impegnato nello sforzo agonistico può avere qualche attenuante, un qualsiasi giovinastro che ciondola per le vie cittadine non ha scusanti. E spesso la saliva è arricchita da gomme da masticare esaurite.

Un richiamo ai giocatori sull'opportunità o meno di certi atteggiamenti da tenere in pubblico potrebbe far scaturire qualche effetto se non altro perché gli stessi non possono non sapere che rappresentano un modello di comportamento per tanti ragazzi pronti ad emularli in tutto e per tutto. E il cerchietto tra i capelli e le sopracciglia scolpite e la depilazione dei toraci e le veline e le letterine e ... le gomitate e i balletti e i gestacci e le reazioni plateali e le sceneggiate e le simulazioni e le reazioni esagerate e chi più ne ha più ne metta. Che i giocatori vivano in un mondo iperuranio, coccolati e vezzeggiati come figli di genitori vecchi, disposti a tollerare e a perdonare tutto è risaputo. Già Machiavelli nella Mandragora aveva ben rappresentato quanto il buon messer Nicia fosse in grado di poter sopportare pur di avere un erede. Così tanti presidenti di squadre curano i propri pargoli e chiudono un occhio o spesso entrambi gli occhi sui loro capricci e i loro vezzi pur di compiacerli perché sono il loro balocco e la loro visibilità.

E allora ci si stupisce se Eto'o ha negato che ci fosse fallo di rigore su di lui, se il terzino Yuto Nagatomo si è inchinato a capitan Zanetti per festeggiare il goal appena realizzato, se si rispetta il codice sportivo. Potrebbe essere utile rivedere vecchie partite dove l'agonismo non mancava, anzi, ma lo stile e la sobrietà erano la norma.

articolo pubblicato il: 21/03/2011 ultima modifica: 16/04/2011