
teatro
MARINA MASSIRONI PROTAGONISTA DE LA DONNA CHE SBATTEVA NELLE PORTE
Uno spettacolo drammatico, la vita di una donna che potrebbe esserci accanto ogni giorno, La donna che sbatteva nelle porte, testo dai toni vivi e cinici, ma specchio di una triste verità, con una bravissima Marina Massironi e la regia e drammaturgia di Giorgio Gallione, sarà in scena nelle Marche mercoledì 27 aprile al Teatro delle Api di Porto Sant'Elpidio e giovedì 28 al Persiani di Recanati. Tratto da un romanzo bellissimo e struggente, amaro e lieve di Roddy Doyle, lo spettacolo - che a Porto Sant'Elpidio e Recanati conclude le stagioni promosse dai rispettivi Comuni e dall'AMAT con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - racconta la storia di Paula, una donna di 39 anni con già troppa vita alle spalle. Padre misogino e madre incapace di reagire, Paula già da adolescente ha voglia di fuggire da una famiglia che non la sa amare e da una scuola che la etichetta come una ragazzina stupida. Tutto cambia quando, qualche anno dopo Paula diventa la "signora" Spencer, la moglie di Charlo: Charlo, il bello del quartiere, sicuro, vincente, carismatico. Lui la fa sentire amata, rispettata, temuta. Charlo è la felicità, il sesso, la speranza, il riscatto. Poi arrivano i figli, Charlo perde il lavoro e la vicenda precipita nelle profondità di un dolore fisico e psicologico, dove lo sbattere la testa nelle porte diventa per Paula la metafora per nascondere la violenza subita dal marito. Così Charlo, poco alla volta, diventa l'inferno; Paula beve, ma i dottori non sanno o non vogliono curarla e, ipocriti, non vedono i lividi e le percosse. Narrato da Roddy Doyle con una sensibilità e una rara capacità di descrivere ed analizzare l'universo femminile (quasi una metamorfosi) il testo, trasformato in monologo, ideale per il talento e la pensosa leggerezza di Marina Massironi, è un viaggio duro ma vitalissimo in una vicenda potentemente contemporanea; un appassionante flash back narrato dalla protagonista di fronte al cadavere del marito, in una vicenda dove dramma, felicità e sorriso continuamente si intrecciano a disegnare un ritratto di donna difficile da dimenticare. Le scene e i costumi dello spettacolo - prodotto da Teatro dell'Archivolto - sono di Guido Fiorato.
articolo pubblicato il: 26/04/2011 |